AGOSTO - Violento temporale nell'ovest vercellese, 8 agosto PDF Stampa E-mail
Scritto da Vale   
Lunedì 10 Agosto 2015 13:52

Nel pomeriggio del 9 agosto l'avvicinarsi di una goccia fredda permetterà lo sviluppo di numerose celle temporalesche, dapprima con un maggiore interessamento delle zone montuose e collinari e successivamente anche nelle pianure tra Piemonte e ovest Lombardia.
Dopo le 18 alcune intense celle si sviluppano sull'astigiano tra le colline del Monferrato. Considerando le correnti in quota da sud-est immagino sia probabile nelle immediate ore successive un coinvolgimento delle pianure ovest vercellesi o per l'arrivo dello stesso temporale già in atto o per formazione di nuove celle grazie al suo outflow.
Mi digiro così verso Desana (VC) per osservare l'evoluzione, osservando il radar si nota come il temporale sembra effettivamente avvicinarsi verso nord, mentre a vista la situazione è piuttosto fosca.
Decido di avvicinarmi, prendo la strada per Lucedio e mi fermo sullo sterrato a nord di Palazzolo Vercellese. All'orizzonte appare chiara una shelf cloud in avvicinamento. Rimango qui a riprendere l'avanzata della nube a mensola, mentre all'orizzonte osservo forti raffiche con terra sollevata dal gust front. Quando la shelf è troppo vicina mi porto verso Castell'Apertole per tentare di rimanere sul bordo del temporale e avere buona visuale su di esso. La turbolenza al di sotto della mensola è impressionante e colorata di un minaccioso verdognolo, mentre grossi polveroni si sollevano di fronte stagliandosi contro l'arancione del sole che nel frattempo inizia ad avvicinarsi all'orizzonte.
Mi porto vicino a Livorno Ferraris, ma in questi momenti la cella rigenera verso nord chiudendomi le vie di fuga a est/nord-est. L'unica alternativa per sfuggire al nuovo core del temporale sarebbe muoversi a sud ovest, ma tra non molto mi devo ritrovare a Vercelli ovest con l'amico Dean Gill. Tento quindi di portarmi molto a nord e poi a est, ma il nucleo si ingrandisce esattamente sopra di me e accelera verso nord, quindi nei pressi di Bianzè mi investe.
Non appena aumenta l'intensità delle raffiche associate ai downdraft capisco che la situazione che mi si prospetta è tutt'altro che rosea: considerando l'energia presente e la situazione visiva che avevo sino a poco prima, sono altamente probabili forti raffiche di vento associate a grandine. Consultando quindi google maps cerco di trovare punti con abitazioni per potermi riparare, ma in breve anche compiere questo gesto diventa una impresa quasi impossibile. Sono costrettta a fermarmi lungo la stradina che ho imboccato, la prima cosa che faccio è osservare da cosa sono circondata, onde evitare che dei detriti mi possano volare addosso. Sia a destra che a sinistra ci sono 2 campi, ma poco davanti a me c'è un albero. Guardando maps poco più avanti ci sono case e forse troverò un punto dove avere riparo, ma rimango dubbiosa sulla possibilità che delle tegole possano cadermi addosso. La visibilità è azzerata, a fatica vedo il fondo del mio cofano. Quando sento il vento incunearsi sotto la mia auto e fare leva, decido di rischiare andando vicino alle case, parto quindi accelerando e supero in velocità l'albero, ma 15 metri dopo mi ritrovo a inchiodare perchè ce n'è uno in mezzo alla strada davanti a me e le sue fronde finiscono quasi sul mio parabrezza. Ingrano subito la retro a fatica, perchè il vento è talmente forte che è difficile muoversi. Riparto costeggiando l'albero e finalmente trovo muri a fianco dei quali ripararmi. Qui effettivamente sono meno esposta alle raffiche e mi auguro che non volino tegole dal tetto che ho a fianco. Intanto chicchi di 3-4 cm si mischiano alla pioggia, per non farmi mancare nulla.
Provo a muovermi più avanti per sperare di trovare una sorta di tettoia più sporgente ma ogni spostamento è difficile per via della minima visibilità. Mi fermo a fianco a una nuova casa e sento piccoli detriti che investono la mia automobile e spero che non vi sia anche un tornado avvolto nelle precipitazioni; guardandomi attorno la direzione delle raffiche è sempre unidirezionale ed escludo questa eventualità.
Dopo circa 20 minuti di delirio, finalmente intravedo il cielo sereno sul bordo posteriore della cella. Quando mi posso muovere, all'ingresso del paese, sulla strada che avevo fatto prima di scegliere la stradina in cui ripararmi, trovo una fila di pali della luce abbattuti, tetti privi di numerose tegole, lamiere in mezzo alla strada, alberi caduti a terra.
Riesco a passare accanto ai pali della luce e ritorno verso Vc ovest. Stimo che i venti di downburst fossero almeno tra i 120 e i 150 km/h.
A Vc ovest incontro Dean Gill e scendiamo verso la Liguria nella speranza di un temporale davanti alla costa, sapendo che comunque numerosi temporali si sarebbero sviluppati anche in pianura. Stando in pianura avrei sicuramente fotografato fulmini, ma scendendo a Genova c'erano possibilità di fulmini e forse trombe marine per cui valeva la pena rischiare, anche se c'erano buone probabilità che il tutto fosse un flop.
I temporali si svilupperanno poi nel genovese, ma si manterranno tutta notte nell'entroterra, senza mai interessare la zona davanti alla costa.
Ritorniamo quindi verso casa in mattinata.

Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Agosto 2015 18:11
 

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