Blog di Tornado Seeker
| Lo stormchaser - cacciatore di temporali |
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| Scritto da Vale |
| Sabato 04 Settembre 2010 17:55 |
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LA FIGURA DELLO STORMCHASER/CACCIATORE DI TEMPORALI. L'attività dello stormchasing negli Stati Uniti è ormai decennale ed è consideta con molta serietà anche al di fuori dell'ambiente dei cacciatori stessi. Questo, oltre che per i motivi già illustrati sopra, anche perchè in territorio americano, specialmente nelle grandi pianure, i temporali possono essere di una violenza difficilmente immaginabile per chi non ne ha mai vissuto uno. Immaginiamo di abitare in un paesino sperduto del Kansas, circondato solo da infinite distese di campi, dove all'orizzonte si posso scrutare solo altri campi ancora e che il cielo si incupisca preannunciando l'arrivo di un temporale. Immaginate poi che all'arrivo del temporale si generino raffiche di vento anche superiori ai 150km/h (parlo di raffiche lineari, non tornado!), grandinate anche superiori ai 10cm e poi che arrivi un tornado. Condizioni simili non sono tanto inusuali nella stagione dei tornado che va da Marzo-Aprile a Giugno circa. Pensate se in condizioni simili, non esistesse un sistema di allerte efficace e veloce! In realtà in una situazione come quella sopra descritta, nel nostro ipotetico paesino del Kansas inizierebbero a suonare le sirene, che indicano che si è in Tornado Warning, ovvero che un tornado è stato rilevato o avvistato nel temporale in arrivo. Al suono delle sirene è necessario mettersi al riparo, generalmente nei Tornado Shelters; spesso in molte case c'è un rifugio. L'allarme Tornado Warning scatta principalmente in 2 occasioni: quando la rotazione tornadica è stata rilevata dal radar (e a volte in questi casi non è realmente presente un tornado. Può darsi che il radar rilevi una rotazione molto forte ed in automatico parte la Warning, ma il tornado può ancora non essere al suolo). Oppure attraverso un avvistamento diretto. In questo caso il tornado c'è, è al suolo ed è stato avvistato da qualcuno. Spesso, sono proprio gli stormchasers ad avvisare le autorità in caso di un tornado! Quando ci sono giornate con elevato rischio per lo sviluppo di fenomeni violenti, a volte si assiste a vere e proprie carovane di stormchasers in movimento. La gente del posto è solita chiedere informazioni meteo direttamente ai cacciatori, domandano persino quale strada sia meglio prendere per evitare il temporale (o il tornado) e a volte anche gli sceriffi chiedono quale sarà la situazione atmosferica a breve. Insomma, con i temporali si scherza poco in questi luoghi e non mento se dico a volte le persone hanno proprio paura, anche perchè sono ben consapevoli ed informate su questi fenomeni. Anche nelle scuole, fin da bambini, vengono insegnati alcuni elementi di meteorologia e, come noi in Italia abbiamo le prove anti-incendio, loro simulano ciò che è opportuno fare in caso di tornado. Si può affermare senza dubbio che esiste una profonda cultura e rispetto verso questi fenomeni. Venendo all'Italia ci troviamo di fronte ad una situazione molto diversa. Le differenze ci sono da 2 punti di vista: 1-la tipologia dei fenomeni 2- la cultura meteo. In merito al punto 1, sicuramente in Italia non ci sono nè gli spazi, nè i contrasti che ci sono nelle Pianure Americane. Nonostante ciò, specialmente la Pianura Padana, è in grado di produrre fenomeni particolarmente intensi. Nei mesi estivi quando i valori di temperatura e umidità sono molto elevati, con l'ingresso di aria fredda (con saccature, gocce fredde...) possiamo assistere alla genesi di temporali supercellulari, discrete grandinate e anche tornado (che è sinonimo di tromba d'aria!); questi si verificano praticamente ogni anno in numero variabile. Ciò che salta all'occhio, osservando le supercelle americane e quelle italiane, sono le differenze delle dimensioni: le prime sono molto più grandi, ma tutto ciò è dovuto proprio all'estensione delle pianure. In Italia sono molto frequenti anche i tornado non mesociclonici, quindi non generati dal mesociclone contenuto nelle supercelle, (landspout) che sono comunque in grado di raggiungere il grado EF2 della scala Fujita. Fenomeno molto frequente e spesso erroneamente scambiato ed etichettato come tromba d'aria, specie dai media, sono i DOWNBURST. Queste violente raffiche lineari in discesa dal cumulonembo possono anche superare i 150 km/h. Senza ombra di dubbio la quantità di fenomeni violenti e tornado che colpiscono gli USA è nettamente superiore, ma ricordo sempre quale enorme differenza vi sia negli spazi in questione. Tengo inoltre a sottolineare come l'Italia non sia immune da tornado violenti, > all'EF3. Esiste purtroppo la radicata convinzione che "qui certi fenomeni non sono possibili". Tale convinzione è errata. E' corretto dire che qui certi fenomeni sono rari. Ritorniamo sempre allo stesso punto: dimensioni decisamente minori e contrasti inferiori. Eccezionalmente però, tornado EF4 e EF5 si sono abbattutti anche in Italia (alcuni esempio sono la tromba del Montello 1930, i 2 tornado di Vallescuropasso e Robecco nel pavese del 1957, il tornado di Venezia del 1970...). Venendo al punto 2, abbiamo la parte decisamente più ostica da affrontare. Sicuramente la frequenza di eventi in grado di creare danni seri a persone e cose è inferiore agli USA. La possibilità di eventi devastanti e di grande violenza è piccolissima. Quindi è comprensibile che, da parte delle persone italiane, non vi sia lo stesso atteggiamento mostrato da un abitante delle Plains americane all'arrivo di un temporale. Abbiamo però diversi casi di downburst, trombe d'aria o grandinate importanti, le quali vengono sempre definite come eventi eccezionali o imprevedibili in particolare dai media, definizioni che poi a volte vengono assorbite anche dallo spettatore. Ogni estate in tutta Italia si verificano eventi di questo genere, 4, 5, 6...10 volte: tanto eccezionali non mi paiono. Li definirei piuttosto come eventi atmosferici che capitano con una certa cadenza nel trimestre estivo e non solo. In quanto all'imprevedibilità, le conoscenze meteorologiche attuali indicherebbero l'opposto o almeno permetterebbero la loro monitorabilità. Basterebbe già solo portare l'esempio degli USA che allertano giorni prima che si possano verificare fenomeni violenti tutta l'area che sarà a rischio, ma vediamo più nel dettaglio per quale motivo questi fenomeni sono definibili come prevedibili (sopratutto i tornado mesociclonici). I temporali violenti e le aree in cui si possono sviluppare tornado o trombe d'aria si individuano tramite l'osservazione di modelli fisico-matematici, disponibili anche online gratuitamente. Gli indici temporaleschi, la sinottica prevista, lo shear ...sono tutti elementi che ogni buon previsore dovrebbe analizzare e prendere in considerazione. Ora, la previsione si divide su 2 livelli fondamentali: forecasting e nowcasting. Forecasting è la previsione a lungo termine con la quale (sempre nella previsione dei fenomeni temporaleschi) si individua un'area più o meno vasta che potrà essere sede dello sviluppo di questi fenomeni. E' ovvio che 2-3 giorni prima dell'evento non si potrà mai dire, almeno con i mezzi a nostra disposizione oggi, che all'ora X farà un tornado nel paese X. Facendo esempi concreti possiamo immaginare che 1-2 giorni prima (più ci si avvicina al giorno dell'evento più la previsione è precisa e affidabile), si individua l'area di rischio fenomeni violenti, poniamo Piemonte e ovest Lombardia più o meno nell'arco temporale tra le 12 e le 22. Essere in questa area di rischio non vuol dire che per forza il nostro paese o la nostra provincia verrà colpita da un temporale o peggio da tornado e grandinate. Significa solo che in un qualsiasi punto in tutta quella zona è possibile lo sviluppo di temporali intensi in un qualsiasi momento all'interno della fascia oraria indicata. I temporali potranno interessare alcune aree e lasciare "illese" altre. Quindi già a livello di forecasting si può individuare una zona che è a rischio. E' ovvio che non si potrà mai dare un'allerta con il 100% di sicurezza che ci sarà o no un tornado, come è anche ovvio che in caso di tornado non si potrà parlare di un evento sbucato dal nulla, in quanto servono condizioni meteo ben precise individuabili ore, giorni prima, osservando i modelli. Nowcasting significa previsione a brevissimo termine/in tempo reale tramite radar, satellite...Immaginiamo che nella nostra area di cui abbiamo parlato sopra, sia nato un temporale, precisamente a ovest di Torino. Ecco, qui entriamo nel nowcasting. Da questo momento il temporale deve essere monitorato tramite radar, satellite, analisi delle fulminazioni. Il radar nello specifico ci dà informazioni circa la distribuzione e l'intensità delle precipitazioni e, nel caso della velocità radiale, ci permette di individuare se il temporale possiede una rotazione (supercella). Analizzando tutto ciò si potrebbero individuare le aree che saranno immediatamente interessate dal temporale (studiandone la traiettoria) e che tipo di fenomeni possono essere attesi in quella zona. L'eventuale presenza di un tornado può essere rilevata dal radar sempre tramite l'analisi dei venti all'interno del temporale. Ecco quindi che la presenza di un tornado è rilevabile in tempo reale. Con tutti questi elementi potremmo ad esempio trarre una serie di informazioni circa il brevissimo termine ed evidenziare eventuali zone a rischio immediato: il temporale si sposta verso E, NE, la zona a rischio a breve è il vercellese occidentale. Il temporale è in grado di produrre grandine di 5-6 cm e potenzialmente una tromba d'aria (oppure segnalarla se è già stata rilevata perchè è già al suolo). Mi sembra quantomeno opinabile la definizione di "imprevedibile" riferita a questi fenomeni. Certo, anche in questo caso esistono eccezioni famose, nelle quali "sulla carta" non vi erano condizioni per la formazione di un tornado che invece si è verificato. Ma si tratta appunto di eventi che accadono molto di rado, mentre la definizione di imprevedibile è riferita al fenomeno in generale. Per i tornado non mesociclonici, se tramite il forecasting può essere più difficile inquadrare magari l'area e la loro probabilità, sarebbe quantomeno possibile agire tramite il nowcasting, segnalando almeno la presenza di un temporale di una certa intensità. In definitiva, ad oggi non esistono mezzi che ci permettono di sapere in anticipo dove e quando esattamente colpirà un tornado, una grandinata, delle raffiche violente... Abbiamo però strumenti che ci permettono di individuare 1-2-3 giorni prima una zona che potrà essere a rischio fenomeni violenti e, una volta che il temporale è nato, esistono altri strumenti che permettono di monitorare l'evento costantemente, rilevando ogni tipo di fenomenologia annessa. Tramite un sistema di allerte in tempo reale sarebbe quindi possibile avvisare prima che un determinato evento colpisca un paese. C'è da aggiungere anche, sempre in merito alla "cultura meteo", che l'utilizzo dei termini in maniera corretta sia totalmente ignorato. Parlare di tornado quando invece si è trattato di raffiche lineari, usare uragano, ciclone e tromba d'aria come sinonimi, sostenere che i tornado sono americani e le trombe d'aria italiane, sotto usanze molto ben radicate. La cosa è comprensibile da parte dei più in quanto, se le cose non vengono insegnate, è ovvio che non le si saprà mai distinguere e si useranno sempre termini sbagliati. Ciò che si riscontra a volte però, non è solo il fatto che queste inesattezze hanno una profonda radice, ma si tende anche a perseverare in questo senso, ovvero: siccome che sia stata una tromba d'aria o delle raffiche lineari cambia poco in termini di danni economici arrecati, allora diventa poco importante capire quale dei 2 eventi ci sia realmente stato. Sui danni arrecati in entrambi i casi ci sono pochi dubbi, ma vorrei evidenziare che questi danni sono causati da eventi nei confronti dei quali manca un sistema di allerte immediato, capillare ed efficace. Non esistono anche perchè di questi fenomeni ci si interessa poco, non vi sono studi mirati, progetti di studio o di ricerca. Ecco quindi che anche il sostenere che tromba d'aria e downburst sono uguali fa parte di questo circolo vizioso in cui si sa poco, non c'è un sistema di allerta efficace, però si vuole da un lato continuare a sapere poco. E' un serpente che si morde la coda da cui non si uscirà mai finchè non si cerca di vedere le cose in maniera più ampia. Questo a livello generale, è poi ovvio che esistono numerose eccezioni. Esiste poi un altro modo di intendere lo stormchasing, per fortuna raro, totalmente fuori luogo e fuori strada. Mi è capitato a volte di sentire (in sede di forum, sul web, nella vita reale...) osservazioni del tipo: “voi vi divertite a fotografare eventi distruttivi, mentre la gente muore e le case vengono distrutte” oppure “andate in cerca di disgrazie”…e così via. Potrebbero esserne elencate centinaia ancora, ma direi che sono sufficienti per inquadrare il genere di interventi a cui faccio riferimento. Soggettivamente devo dire che i moralismi, le frasi ad effetto per la massa, il voler sempre tirar fuori buoni e cattivi da ogni situazione, l’urlare al mostro del momento, sono cose che mi hanno sempre notevolmente infastidita. Ma ripeto, tutto ciò, è soggettivo. Oggettivamente invece si possono fare discorsi più costruttivi riguardo a questi interventi. In primis, tornado, temporali e fenomenologia annessa, avvengono indipendentemente da che una manica di appassionati si piazzi ore davanti al pc a prevederli e nei campi a fotografarli. Saremo tutti d’accordo che non è ancora in potere di alcun essere umano, far scatenare volontariamente un tornado. In secondo luogo, non meno importante, si scambia quella che è una passione basata sul rispetto per questi fenomeni, sulla volontà di DOCUMENTARLI, fotografarli, riprenderli perchè unici e spettacolari, in un gusto perverso di godere delle disgrazie altrui.Questo è un errore grossolano e gravissimo. Essere appassionati di tornado, vuol dire che si apprezza e si ammira il fenomeno naturale in sé, per quello che è. E’ decisamente perverso e insano il pensiero di chi crede che la passione ai tornado sia legata alla distruzione che possono provocare. Dettò ciò, tale idea perversa sfocia anche in questa distorta assurdità : siccome un tornado può potenzialmente essere causa di disgrazia per qualcuno, allora chi fotografa/riprende o ammira tale fenomeno naturale non avrebbe rispetto per chi ne viene colpito. E’ come dire che siccome a qualcuno piace volare in aereo, questo non ha rispetto per tutti i morti in incidenti aerei. Oppure se uno va a farsi un safari è perchè non aspetta altro di vedere un leone che aggredisce un turista... Lo stormchaser riprende un fenomeno naturale che è indipendente da lui ed è affascinato e meravigliato da esso, la distruzione che può arrecare va necessariamente separata da tutto ciò. Nessun cacciatore gioisce per la distruzione, ci si augura sempre che i fenomeni che si osservano colpiscano aree non abitate. I fenomeni li fa, gli eventi violenti ci sono, è un pò stupido e immaturo pensare che "qui" non li fa o credere che la propria zona ne sia immune e prendersela con chi è affascinato da questi fenomeni, quasi come in una superstizione medievale, basata sulla convinzione che se qualcuno ritiene belli tali fenomeni porta sfiga, passatemi il termine...dalla caccia alle streghe, alla caccia allo stormchaser. Se una grandinata distrugge l’auto di qualcuno, mi sembra un po’ ridicolo prendersela con chi ha fatto le foto all’evento che ha generato la grandinata o ha fotografato la grandine stessa. Siccome lo stormchaser di turno ha fatto foto alla grandine allora ha mancato di rispetto a chi ha avuto l'automobile bollata? Se si “ragiona” in questi termini, ci sono seri problemi sulla logica di fondo. Tornando al discorso di prima, le osservazioni sul campo, il materiale foto e video è anche finalizzato allo studio di questi fenomeni e ad una raccolta statistica degli eventi. Per iniziare una prevenzione, è necessario sapere di cosa si parla e conoscere il fenomeno in tutte le sue sfumature, anche a livello di diffusione geografica e statistica.
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| Ultimo aggiornamento Domenica 06 Marzo 2011 12:48 |



