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Scritto da Vale   
Venerdì 03 Settembre 2010 10:32

In questa pagina ho riassunto brevemente le principali nozioni relative ai temporali, al loro sviluppo, alle tipologie, alla fenomenologia...
Quanto segue non ha nessuna pretesa, ma vuole essere un semplice e pratico aiuto per chi magari legge il sito ed incappa in teminologia che non conosce, oppure anche per chi vuole approfondire e comprendere meglio alcuni concetti che possono trovarsi nei vari reportage.

In alternativa, chi volesse una versione molto più semplificata e basilare di quanto segue in questa pagina, può scaricare il pdf che ho realizzato: mini-guida PDF basilare sui temporali e consigli di sicurezza . Il pdf contiene elementi semplicissimi utili per chiunque sul come riconoscere i temporali e le giuste regole di sicurezza da adottare. E' stato realizzato con l'intenzione di essere di supporto e rapida consultazione anche per totali estranei alla materia.

NOVITA': Guida PDF "E' stata una tromba d'aria!...o forse no?" utile per distinguere la casistica di danni causati da "vento" durante i temporali (trombe d'aria/raffiche). Spiegazione dei fenomeni e distinzione tra essi.


Nella seguente pagina troverete:
-GLI ELEMENTI NECESSARI PER LO SVILUPPO DI UN TEMPORALE

-LE NUBI TEMPORALESCHE
-CLASSIFICAZIONE DEI TEMPORALI (cella singola, multicella, supercella...)
-LE NUBI ACCESSORIE PRICIPALI ED ALTRE FORMAZIONI (shelf cloud, mammatus...)
-FENOMENOLOGIA TEMPORALESCA (fulmini, grandine, tornado, downburst...)
-CICLONI-URAGANI-TIFONI
-PREVISIONI: STRUMENTI E MODALITA' (modelli matematici, radar, satellite...)
-TORNADO IN ITALIA


GLI ELEMENTI NECESSARI PER LO SVILUPPO DI UN TEMPORALE:
-instabilità

-umidità
-wind shear
Instabilità tendenza dell'aria a salire verso l'alto con conseguente formazione di nubi. Ciò si verifica quando ha una temperatura inferiore rispetto all'aria circostante. Se trova uno strato di aria più calda (inversione) tenderà a scendere verso il basso (subsidenza). A ciò di solito è associata una situazione di alta pressione.

Se la temperatura con la quota diminuisce senza inversioni importanti, l'aria continuerà a salire finchè si troverà ad essere più calda di quella circostante. Ciò porta il vapore a condensare formando nubi.


Umidità: contenuto di vapore acqueo nell'atmosfera.
Wind shear (verticale): cambiamento di intensità e direzione del vento con la quota. Determinante per la genesi di forti temporali.









LE NUBI TEMPORALESCHE
Quando si parla di nubi temporalesche si fa riferimento alla nubi cumuliformi che si suddividono in: cumuli e cumulonembi.
Tra i cumuli abbiamo: cumuli di bel tempo (cumulus humilis) che sono i più innocui e di piccole dimensioni, cumuli medi (c. mediocris), cumuli congesti (c. congestus) che sono i più imponenti e possono produrre precipitazioni.
Tra i cumulonembi abbiamo: cumulonembo calvo (cumulonimbus calvus) che è privo dell'incudine, cumulonembo ad incudine (cumulonimbus incus).
L'incudine è la parte piatta presente sulla sommità del cumulonembo. Indica la quota oltre la quale l'aria non è più grado di salire in quanto si è in presenza di una forte inversione. Solitamente corrisponde alla quota limite tra troposfera e stratosfera.
Ogni temporale nasce in principio come cumulus humilis e attraverso i passaggi sopra citati arriva allo stadio di cumulonembo. Ciò che determina la trasformazione da cumulo a cumulonembo è la presenza di ghiaccio nella nube e quindi la produzione conseguente di fulmini.
Se si osserva un congesto ha le pareti simili alla superficie di un pop-corn: questo indica che è costituito da acqua. L'aspetto più filamentoso, simile a cotone, riscontrabile nei cumulonembi è indice della presenza di ghiaccio.

Ogni temporale nasce, cresce, muore. Al suo interno ci sono diverse correnti che ne determinano il ciclo vitale.
CLASSIFICAZIONE DEI TEMPORALI
Non tutti i temporali sono uguali. Si possono operare 2 classificazioni principali: in base alla genesi e alla struttura.
Relativamente alla genesi si prendono in considerazione i fattori che li scatenano: frontali (generati da fronti), orografici (dovuti all'orografia del luogo, es.presenza di montagne), di calore, avvettivi (tipici delle zone costiere).
Relativamente alla struttura abbiamo: cella singola, multicella, supercella.

Cella singola. (foto)
E' la forma più semplice di temporale ed è tipicamente estivo: si verifica in condizioni di umidità elevata, debole instabilità e shear molto scarso. E' piuttosto disorganizzato con le correnti ascensionali che interferiscono con quelle discendenti. Ciò determina una breve vita del temporale stesso, poichè se l'updraft viene ostacolato, il temporale non ha più modo di sostenersi e muore in breve tempo. E' abbastanza infrequente, in quanto solitamente si generano nuove celle temporalesche grazie alle correnti più fredde di outflow. Semplificando, l'outflow non è altro che l'aria fredda "in uscita" dal temporale. Questa funge come un mini fronte freddo che solleva l'aria caldo umida circostante generando nuove celle temporalesche.
Le celle singole sono temporali ad "asse verticale": l'asse obliquo è tipico delle condizioni di forte shear, in cui l'ipotetico asse del temporale è stirato dai forti venti, divenendo appunto obliquo.

Multicella.
E' composta da varie celle in differenti fasi di sviluppo. Le vecchie celle sono sostituite dalle nuove (rigenerazione).
Le multicelle a loro volta si dividono in 3 categorie: grappolo di multicelle, squall line o linea di groppo, MCS-MCC (MCV).
Grappolo di multicelle.
E' la forma più semplice di multicella. Di solito convivono 3 celle.
Squall line.

E' la linea delle multicelle, tipica del passaggio di un fronte freddo. Le celle giovani si trovano più a sud, le mature al centro, le più vecchie a nord.






MCS-MCV-MCC.
Sta per mesoscale convective system, cioè un sistema di più celle in diversi stadi di sviluppo. Solitamente ha forma tondeggiante e predilige le ore notturne-serali e persiste diverse ore percorrendo svariati km.

L'MCS può degenerare in MCV, cioè mesoscale convective vortex in cui l'intero sistema ruota.



L'MCC, mesoscale convective complex, è un sistema composto da più MCS. Occupano vaste aree e durano molte ore che rischio alluvionale. Più frequenti negli Stati Uniti.

La tipologia multicellulare è una delle più frequenti in territorio italiano. Non dimentichiamoci che le multicelle possono essere anche molto intense, generando anche grandine di 4-5cm, forti colpi di vento e alluvioni lampo. Le squall line possono evolversi ad eco ad arco (visibile al radar), dando vita a potentissime raffiche (più di 100km/h, casi eccezionali 200km/h) di fronte alla curvatura dell'arco.

Supercella. (foto)
Si può affermare che sia il temporale per eccellenza. Super non deve far pensare alle dimensioni, in quanto non è l'estensione ad esser la particolarità di questa tipoligia temporalesca.
Ciò che la caratterizza è la presenza al suo interno di un mesociclone che ruota in senso antiorario nel nostro emisfero. Il mesociclone è collocabile nell'area delle correnti ascensionali. Anche visivamente è possibile riconoscere la rotazione della base del temporale che spesso presenta delle striature. Presenta 2 correnti su vasta scala: updraft rotante e downdraft.
E' la tipologia potenzialmente più pericolosa in assoluto: possibile grandine enorme, tornado, violentissime raffiche di vento.
Cosa è determinante nello sviluppo di una supercella?
Dando per scontato che i vari parametri di instabilità e termodinamici siano favorevoli a temporali, ciò che è fondamentale per lo sviluppo di supercelle è il wind shear. Shear elevato permette lo sviluppo di updraft inclinati, quindi temporali ad asse obliquo.










ESISTONO 3 TIPI DI SUPERCELLE: classiche, ad alta precipitazione (HP), a bassa precipitazione (LP).
Le HP di solito scaricano grandi quantità di precipitazioni, anche grandinigene.
Le LP si generano in ambiente più secco e quindi tendono a dare luogo ad accumuli minori. Tale ambiente secco però aumenta il potenziale di grandine anche di grosse dimensioni. Le LP perciò sono in grado di generare anche grandine secca, anche di dimensioni superiori alle palle da tennis.

Principale terminologia legata alle supercelle.
Wall cloud : o nube a muro, è l'estensione verso il basso del mesociclone. Si tratta di una nube accessoria che può essere presente solo nelle supercelle, si trova nell'area a SW del temporale ed indica l'area a maggior rischio tornado. La maggior parte delle wall cloud ruotano. Se una wall ruota vistosamente deve essere massima l'allerta per il rischio tornado.
Hook echo: o eco ad uncino. E' un particolare eco visibile al radar presente solo nelle supercelle, in cui le precipitazioni si dispongono a forma di uncino avvolgendosi attorno al mesociclone. Solitamente si trova nel bordo SW del temporale. Qui si troverà l'eventuale wall cloud; indica quindi l'area a maggior rischio tornado.

LE NUBI ACCESSORIE PRINCIPALI ED ALTRE FORMAZIONI.
Si tratta di nubi che possono essere associate o non,  ad un temporale.
Fractocumuli-fractus : sono piccole nubi sfilacciate, solitamente associate al fronte delle raffiche che precede un temporale.
Shelf cloud-nube a mensola : si può trovare sul bordo avanzante di un temporale.E' generata dalle sue correnti di outflow che sollevano l'aria caldo umida di fronte ad esso.
Lowering-abbassamento: non è una nube annessa, ma un vero e proprio abbassamento della base del temporale. Indica un updraft piuttosto intenso.
Mammatus : consistono in precipitazioni che evaporano prima del suolo. Di solito si trovano sotto l'incudine sopravvento, a volte anche sottovento. Non sono buon indice di temporali intensi.
Knuckles : anche queste sono formazioni dell'incudine. Preferiscono il bordo sopravvento (non la parte inferiore tipica dei mammatus) dell'incudine e dipendono direttamente dagli updraft: infatti sono indice di forti correnti ascensionali. Sono indicativi di temporali forti e grandinigeni.

FENOMENOLOGIA TEMPORALESCA.
Grandine: è presente in ogni temporale, ma solo a volte arriva al suolo. La crescita della grandine avviene con diverse modalità, ma comunque grazie al continuo sali-scendi all'interno della nube ad opera delle correnti ascensionali. La grandezza dei chicchi dipende soprattutto dalla forza degli updraft in quanto più potenti sono più sali-scendi sono possibili e più sono in grado di sostenere chicchi pesanti (favoriti i temporali ad asse inclinato come le supercelle). Updraft deboli produrranno chicchi di piccole dimensioni che facilmente si scioglieranno prima di giungere al suolo.
Per stimare una grandinata si utilizza la Scala Torro.
Fulmini :tutte le nubi sono elettricamente cariche, ma solo in quelle temporalesche le cariche si separano in quantità sufficiente da generare fulmini. Fondamentale è la presenza di ghiaccio.
Fino a 12km l'atmosfera è un campo elettrico; con bel tempo di crea la corrente di bel tempo, la terra si carica di ioni positivi e quelli negativi vengono spinti in alto. I temporali non fanno altro che riequilibrare la carica elettrica terrestre.
Come avviene la separazione delle cariche nel cumulonembo? Immaginiamo il cumulonembo come una barretta di ghiaccio.

Come risultato avremo cariche negative concentrate alla base della nube e positive nella parte alta.
Esistono 3 tipi di fulmini: nube-terra(CG), nube-nube(IC) nube-aria.
A loro volta si distinguono in positivi e negativi.
I negativi sono frequenti nell'area dell'updraft e raggiungono una lunghezza massima di 4-5km. I positivi possono arrivare a 40-50km di lunghezza. Pericolosissimi quelli che scoccano dall'incudine.
Come si formano i nube-terra?
Quando la carica è tale da non poter essere più contenuta, parte una/diverse scariche guida o pilota verso il basso.Quando lo stepped-leader (scarica guida) raggiunge il suolo o incontra un canale ascendente il circuito si chiude e si ha il passaggio di corrente (return stroke). Qui il fulmine può esaurirsi o altra carica può passare dal canale. I canali ascendenti (upward leader) possono incontrare uno discendente ed aiutarlo a chiudere il circuito, oppure se non lo incontrano possono morire senza generare il fulmine. In rari casi possono però raggiungere la nube e generare un fulmine ascendente.
Il maggior numero di scariche si verifica tra nubi o all'interno della nube stessa. I nube-terra però, nonostante siano i meno frequenti, sono i più pericolosi per l'uomo per ovvie ragioni.
Una delle aree di maggior rischio è quella di contatto tra updraft e downdraft, a cavallo del limite delle precipitazioni.
Per proteggersi dai fulmini.
I fulmini cercano il percorso più breve sfruttando il potere delle punte.
SE SI E' ALL'APERTO:
-accucciarsi in un luogo non elevato e cercare di tenere i piedi uniti, altrimenti poggeremmo su 2 punti a differente tensione;
-evitare assolutamente alberi isolati, meglio un bosco fitto;
-al mare, lago, fiume, piscina uscire subito dall'acqua che è buona conduttrice;
-stare in macchina è molto sicuro, a patto che i finestrini siano chiusi, l'antenna radio tolta e senza toccare parti metalliche.
SE SI E' IN CASA:
-i fulmini seguono circuiti elettrici, tubature. Perciò non toccare radio, televisore, pc, staccare l'antenna TV, allontanarsi dai caloriferi e tubi dell'acqua;
-non fare doccia, bagno e non toccare i rubinetti;
-chiudere porte e finestre.
Con questi accorgimenti la casa è comunque un luogo sicuro.
Arcobaleno: fenomeno ottico visibile con il sole alle spalle dell'osservatore e i rovesci di fronte. La luce nelle gocce d'acqua viene rifratta ed ogni colore riemerge con un angolo differente in base alla sua lugnhezza d'onda. L'arco più ampio si ha quando il sole è più vicino all'orizzonte ed è più schiacciato tanto più il sole è alto, fino a scomparire quando i raggi arrivano con un'angolatura superiore ai 42°. Se non ci fosse l'orizzonte, l'arcobaleno sarebbe circolare. In alcuni casi ci può essere un arcobaleno secondario più debole.
Funnel cloud: nube ad imbuto. Si tratta di un principio di tromba d'aria che non ha toccato ancora terra.
Downburst : è una forte corrente discendente che raggiunge il suolo, manifestandosi come una violenta raffica in discesa dal cumulonembo. A terra il burst origina raffiche lineari, creando anche anelli di vento. Si può manifestare in temporali intensi, ma non necessariamente supercelle, anche in fase di decadimento del temporale. I venti di downburst possono essere anche molto violenti, anche 150km/h o superiori in rari casi. Molto spesso i danni causati vengono confusi con quelli di una tromba d'aria.
Tornado o tromba d'aria: il tornado è una colonna d'aria in rotazione che entra in contatto con il suolo, in discesa da un cumulonembo, visibile attraverso la nube ad imbuto. A volte il tornado non è del tutto condensato fino al suolo, ma il vortice ha già toccato terra. Ciò sarà visibile con una nube di detriti, debris cloud, e di fronte avremo un vero e proprio tornado.
2 perciò sono le condizioni necessarie e sufficienti per parlare di tromba d'aria: 1-avere connessione con la base della nube temporalesca (visibile nella quasi totalità dei casi grazie alla nube ad imbuto), 2-avere contatto con il suolo (visibile con i detriti in rotazione a terra). Se manca il punto 1 si parla di gustnado, se manca il punto 2 si parla di funnel cloud. La nube ad imbuto come già detto non necessariamente condensa fino al suolo e ciò può dipendere dalla scarsa umidità nei bassi strati oppure a volte dalla debole intensità del vortice stesso; attenzione in ogni caso a non etichettare la mancata condensazione come sinonimo per forza di scarsa intensità.
La nube ad imbuto quindi è UNA VERA E PROPRIA NUVOLA costituita da goccioline d'acqua e non dalla terra e/o polvere sollevate dal tornado, cosa di cui invece è costituita la nube di detriti (debris cloud), motivo per cui questa è SEMPRE presente indipententemente dalle condizioni igrometriche e/o dall'intensità del vortice.


Tornado o tromba d'aria?
I 2 termini sono sinonimi, tromba d'aria non è altro che la traduzione italiana di tornado. Perciò non ha alcun senso parlare di tornado americani e italiani come due fenomeni differenti. Espressioni come mini-tornado, mezza tromba d'aria utilizzati spesso dai notiziari per descrivere i vortici nostrani, non hanno nessun valore meteorologico nè riscontro reale.
Tutti i tornado sono uguali?
La risposta è NO. Al di là delle ovvie differenze di intensità esistono 2 principali tipologie legate alla genesi, quindi al temporale "genitore":
-TORNADO MESOCICLONICO;
-TORNADO NON MESOCICLONICO O LANDSPOUT.
Il primo è il tornado per eccellenza, generato solo da temporali a supercella e più precisamente da un mesociclone. Solo questi tornado possono superare il grado EF2 della scala Enhanced Fujita. Ovviamente possono essere anche di grado inferiore, anzi statisticamente lo sono.
Il secondo è un  tornado non generato da un mesociclone. Possibile nei temporali multicellulari in fase di maggiore intensità (ma anche in celle singole o persino in supercelle laddove questo non dipenda direttamente dal mesociclone). Più deboli e brevi, non superano di norma il grado EF2. Possono raramente avere rotazione oraria nel nostro emisfero.
I tornado mesociclonici si formano nell'area dell'updraft di una supercella e nel nostro emisfero ruotano in senso antiorario (rari casi di rotazione oraria).
I landspout si formano nell'area delle correnti ascensionali di una multicella (anche cella singola o supercella* vedi sopra) o addiritttura da una shelf cloud spesso grazie a fattori per lo più locali (contrasti termici, igrometrici e grazie ad un wind shear nei bassi strati che può esser incentivato dall'outflow-inflow del temporale stesso).

Come distinguere danni da tornado e danni da downburst?



Nei danni da downburst c'è: divergenza dei danni - danni sparsi su una vasta area - eventuale rotazione su un asse orizzontale.

Nei danni da tornado c'è: convergenza dei danni -  danni secondo una linea definita (il percorso del tornado) - rotazione presente e su un asse verticale.




La scala che misura l'intensità dei tornado sulla base dei danni riscontrati è la Enhanced Fujita.
Comprende 6 livelli dove 0 è il grado più debole e 6 il più distruttivo. Anche negli USA gli ultimi 2 livelli sono raggiunti molto raramente.
EF0 : (104-137km/h) debole, danni ai camini, rami spezzati;
EF1 : (138-177km/h) moderato, rimuove il rivestimento dei tetti, auto fuori strada;
EF2 : (178-217km/h) forte, tetti strappati, grossi alberi spezzati o sradicati, oggetti leggeri trasformati in missili;
EF3 : (218-266km/h) violento, tetto e qualche parete strappati via, treni deragliati, automobili sollevate e trascinate;
EF4 : (267-322km/h) devastante, case ben costruite livellate, automobili scaraventate via, oggetti pesanti divengono missili;
EF5 : (>322km/h) incredibile, case con armatura sollevate e trascinate distante per distruggersi, automobili volano in aria, alberi scortecciati, strutture in cemento armato seriamente danneggiate.

Cosa fare in caso di tornado.
Forma e dimensione del tornado non dicono nulla sulla sua intensità. Anche tornado sottilissimi possono essere molto intensi. 
SE SI E' ALL'APERTO:
-non ripararsi nei sottopassaggi e nemmeno in auto: può essere molto veloce e cambiare direzione e di nuovi possono formarsene.
IN CASA:
-via da porte e finestre. Non perdere tempo ad aprire finestre per equilibrare il dislivello barico: il tornado le romperà comunque;
-ripararsi nel seminterrato o nella stanza più interna, con muri non comunicante con l'esterno;
-eventualmente ripararsi sotto al tavolo, dentro un armadio centrale, sotto il letto. Utile proteggersi con cuscini, materassi e coperte pesanti.

Tromba marina: se è generata da un mesociclone, anche se in mare, si parlerà comunque di tornado mesociclonico. La maggioranza di trombe marine è generata da temporali non supercellulari o addirittura cumuli congesti. Si formano più facilmente dei tornado su terraferma per la minor presenza di ostacoli, ma sono più deboli per i minori contrasti termici.
Gustnado : vortice di debole intensità presente al suolo senza collegamento con la nube. Solo in presenza di temporali, in zone turbolente sotto gli stessi. Orario o antiorario.
Dust devil : si formano in giornate di bel tempo, calde, con assenza di vento. Generalmente innocui. Nessun collegamento con alcuna nube.

Segnalo un articolo molto utile sulla distinzione tra downburst, tornado e altri fenomeni vorticosi: Tornado, "tromba d'aria" o downburst?

CICLONI-URAGANI-TIFONI.
Non rientrano nella tipologia temporalesca di cui stiamo parlando, ma dato l'improprio utilizzo che si fa di questi termini, è utile illustrare brevemente tale tipologia di eventi.
Ciclone, uragano, tifone sono sinonimi, individuano perciò lo stesso fenomeno atmosferico. La diversità dei termini risiede nei diversi luoghi del mondo in cui sono stati coniati.
Un ciclone è un evento atmosferico vasto anche centinaia di km che si verifica solo in determinate aree del globo.
Tromba d'aria o tornado non sono sinomini di ciclone. Si tratta di fenomeni differenti sia per genesi, aspetto, tipologia di danni...Purtroppo, spesso, vengono utilizzati erroneamente questi termini in modo indistinto.
Brevemente i cicloni:
-nascono grazie a depressioni che fungono da miccia;
-si formano sugli oceani e perdono potenza una volta che giungono sulla terra ferma;
-ogni ciclone nell'emisfero nord ruota in senso antiorario;
-i cicloni possiedono un occhio attorno al quale si forma un muro di nubi temporalesche che può raggiungere anche centiaia di km di diametro;
-nell'occhio del ciclone si ha minor pressione in assoluto e qui sono assenti nubi e precipitazioni;
-i cicloni si classificano in base a 5 categorie, dove 1 è la più debole e 5 la più distruttiva (oltre 248km/h).

LE PREVISIONI: STRUMENTI E MODALITA'.
Per quanto riguarda le previsioni bisogna distinguere tra quelle a breve termine (nowcasting) e quelle a lungo termine (forecasting). Per il nowcasting, che non è altro che l'analisi della situazione meteorologica attuale,  ci si serve principalmente di strumenti quali i radar meteorologici, i satelliti, i palloni sonda. Per le previsioni a lungo termine si utilizzano i modelli fisico-matematici. Questi sono elaborati attraverso dei computer e simulano il comportamento (futuro) dell'atmosfera attraverso la risoluzione di equazioni complesse.
L'atmosfera però è un sistema facilmente suscettibile a variazioni anche importanti: un solo piccolo cambiamento, porterà a variazioni a catena.
Il lavoro dei previsori sta "nell'interpretare" le informazioni fornite da questi modelli. Se l'atmosfera reale si discosterà da ciò che hanno previsto i modelli, nè risentirà l'intera previsione.
Esistono modelli globali ed altri a scala più ristretta, che si occupano di specifiche aree geografiche. Ad esempio tra i primi abbiamo GFS (Global Forecast System) e tra i secondi BoLAM.
I parametri che analizzano questi modelli sono tantissimi: pressione, venti, umidità relativa, velocità verticali, vorticità, indici di instabilità (CAPE, TTindex....)...
Facciamo un esempio con GFS:

Questa mappa analizza i venti alla quota di 850 hPa ed utilizza come unità di misura i nodi (kt). La quota di 850 hPa corrisponde grossomodo a 1500 mt di altezza. In meteorologia si utilizzano le quote in hPa, piuttosto che in metri o km: ad ogni quota corrisponde una pressione differente. Nei modelli vengono prese in considerazione delle quote standard e a queste quote vengono analizzati vari parametri (in questo esempio la velocità e direzione dei venti). Le quote che comunemente si analizzano sono: al livello del mare, 925 hPa (750 mt c.ca), 850 hPa (1500mt c.ca), 700 hPa (3000mt c.ca), 500 hPa (5000-6000 mt c.ca), 300 hPa(9000 mt c.ca).
In questa specifica mappa alla destra c'è la legenda per poter comprendere il significato dei colori utilizzati: ogni diversa gradazione corrisponde a determinati nodi. Sulla mappa sono indicati anche i vettori che indicano non solo la velocità, ma anche la direzione del vento. La punta indica la direzione verso cui soffia e le "stanghette" la velocità (1 stanghetta= 10 nodi, mezza stanghetta=5 nodi).
In alto, al di fuori della mappa, troviamo 2 diverse date e ore: una a sinistra ed una a destra. Quella a sinistra indica la data in cui il modello è stato inizializzato, in questo caso il giovedì 14 agosto 2008 alle 06 Z. L'altra data sulla destra indica l'ora relativa a ciò che è previsto nella mappa sottostante: il modello prevede che i venti ad 850 hPa saranno così distribuiti il venerdì 15 agosto 2008 alle 18z.
Quindi sulla sinistra c'è la data e l'ora in cui il modello "fa" la previsione e a destra c'è la data e l'ora per cui "fa" quella determinata previsione.

Palloni sonda.
Ogni giorno vengono lanciati in tutto il mondo alle ore sinottiche principali (00 UTC, 06 UTC, 12 UTC, 18 UTC) e nella loro ascesa misurano pressione, vento, temperatura e umidità nell'aria a tutti i livelli, dal suolo fino a circa 25-30km.
I dati raccolti vengono elaborati dai computer per l'inizializzazione dei modelli-fisico matematici.
I singoli rilevamenti dalle varie stazioni vengono sintetizzati nei cosiddetti diagrammi aereologici.
Il più comune è lo Skew T in p, chiamato così perchè ha come coordinata verticale la pressione p e sulle ascisse la temperatura T.

Radar e satellite.
Il radar ed il satellite sono due strumenti che permettono di osservare in tempo reale lo spostamento dei sistemi nuvolosi o delle precipitazioni e la loro intensità.
Il radar ha una legenda  con diversi colori che rappresentano l'intensità delle precipitazioni. Al radar sono inoltre visibili certi echi, come quello ad uncino, carattere distintivo delle supercelle.
Esistono diversi prodotti radar: riflettività e velocità radiale. La riflettività ci permette di visualizzare la distibuzione e l'intensità delle precipitazioni: il radar emette onde elettromagnetiche; le particelle di pioggia e grandine quando vengono colpite da queste onde, producono a loro volta un eco di ritorno verso il radar. Più le particelle sono grosse e numerose, maggiore sarà l'eco.
La velocità radiale permette di visualizzare la direzione e la velocità dei venti all'interno del sistema, sfruttando l'effetto doppler.
Le immagini satellitari permettono di vedere in tempo reale i sistemi nuvolosi presenti e di prevedere a breve termine il loro spostamento.

TORNADO IN ITALIA.
I tornado sono fenomeni che si verificano a partire da un temporale, ne conviene quindi che laddove possono formarsi temporali, possono formarsi tornado.
Non ha alcuna fondatezza, la convinzione -tutta italiana- che nel nostro paese non si possono verificare trombe d'aria (sottolineo di nuovo come trombe d'aria e tornado siano sinonimi, la differenza sta in tornado mesociclonici e tornado non mesociclonici).
Detto ciò, è poi ovvio che il numero e la frequenza di tornado che si hanno in Italia è nettamente inferiore a quella negli Stati Uniti, se non altro, anche per l'enorme differenza degli spazi pianeggianti presenti.
Quantificare il numero annuo totale in Italia è difficile, ma si può approssimare sui 20 circa (escludendo le trombe marine -che potrebbero essere anche in numero maggiore- e considerando solo trombe d'aria su terraferma). Almeno metà solitamente si verificano in pianura padana. Spesso si tratta di brevi touchdown in aperta campagna, documentabili solo grazie alla presenza di osservatori in loco. La stragrande maggioranza dei tornado italiani sono inferiori al grado EF3. Spesso si tratta di EF0, EF1. Molti sono tornado non mesociclonici (landspout).
Bisogna però pensare che anche negli Stati Uniti gli EF4-EF5 sono solo l'1-2% del totale, solo che la quantità di tornado annui è enorme. Perciò quasi ogni anno si registrano 1,2,3 o anche più EF4 o EF5.
Se rapportiamo il tutto al nostro paese, facendo le debite proporzioni, risulta ovvio che non ci si può aspettare un tornado violento molto frequentemente...
Tenendo conto di ciò e dell'indubbia  rarità di tornado violenti in Italia, trombe d'aria di grado EF4 o EF5 sono comunque possibili anche da noi. Si ricordino eventi storici quali:
-tornado del Montello del 1930 , classificato come EF5;
-tornado di Vallescuropasso (Pavia) del 1957, classificato come EF4/EF5;
-tornado di Padova-Venezia del 1970, classificato come EF4.

Ultimamente circolano tesi secondo le quali negli ultimi anni si è assistito ad un aumento dei fenomeni violenti in Italia, tra cui gli stessi tornado.
Ora, ben vengano teorie varie quando sono supportate da studi e ricerche mirate che dimostrano ciò di cui si parla. Purtroppo però, tali tesi spesso hanno come unico sbocco quello del sensazionalismo che tanto va di moda.
Fino a studi che dimostreranno ciò, l'aumento dei fenomeni violenti risulta vero nella misura in cui è vero che negli ultimi anni sono aumentati gli osservatori presenti sul campo; in più grazie all'avvento di internet le notizie circolano con una velocità impressionante.
Se 50 anni fa c'era un tornado in mezzo alle risaie, nessuno se ne sarebbe mai accorto, tranne forse il contadino che passava di lì in quel momento. Ma comunque, lo stesso contadino, non penso ne avrebbe fatto un report.
Oggi, se un tornado tocca terra nelle risaie, sicuramente decine di automobilisti lo avvistano, una buona parte lo fotografa o fa un video col cellulare. Tutto questo materiale entro sera è sul web. In più può essere che qualche stormchaser (vista la crescente realtà di caccia nel nostro paese) sia pure presente e poi ci faccia anche un bel report.
Mi pare ovvio e scontato che il numero di tornado (avvistati e non effettivi!), in queste condizioni, aumenti rispetto a decine di anni fa.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Settembre 2014 12:49
 

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Fulmini prima dell' EF5