Supercella HP nel bresciano, 7 agosto 2019 PDF Stampa E-mail
Scritto da Vale   
Giovedì 08 Agosto 2019 17:29

Nel primo pomeriggio del 7 agosto mi ritrovo con altri amici cacciatori di temporali a Vercelli est. C'è molta incertezza sul target odierno, poiché alcuni modelli meteo suggeriscono la formazione di temporali già sul Piemonte occidentale, mentre altri danno quest'area completamente saltata dai fenomeni e fanno partire invece le celle temporalesche dal novarese-milanese verso est (per quanto riguarda le pianure). Dunque stiamo in una via di mezzo, ma continuiamo a osservare immagini radar e satellitari. Questo in particolare evidenzia come la coda del fronte sia già in transito sulle aree occidentali, ma stia producendo solo rovesci di poco conto nelle pianure. Temporali sono invece presenti lungo le Alpi biellesi in rapido spostamento verso est, sino a coinvolgere l'alto novarese. Decidiamo dunque di andare a est, la decisione è di portarci subito direttamente oltre Milano poiché consapevoli che qualsiasi cosa si formi in questa zona, benché interessante, è impossibile da cacciare o fotografare data l'alta densità di infrastrutture. Superiamo i temporali che stanno rigenerando sempre più a sud verso la pianura e che presentano  già una shelf cloud alle nostre spalle. Quando arriviamo all'altezza dell'innesto con la tangenziale esterna notiamo una nuova e massiccia base più a sud. Il radar infatti mostra una nuova cella nata da poco a sud-ovest della città. Sin da subito è presente un vistoso abbassamento. Decidiamo di avvicinarci alla cella dunque usciamo a Grumello e ci portiamo verso sud. Da qui in avanti iniziamo a fare le prime foto, anche se fatichiamo a trovare buona visuale per via dei campi di granoturco. Imbocchiamo la a35 e ci muoviamo verso est, lasciandoci alle spalle il temporale che ha caratteristiche di supercella HP (sotto ci saranno spiegazioni sui termini). La cella è davvero imponente e mi ricorda alcune supercelle viste negli USA.
Proseguiamo poi lungo la a4 dove ci saranno altri stop fotografici. Arriviamo infine nel veronese, dove prendiamo la SS434. All'altezza di Verona la supercella ha una ultima fase di riorganizzazione, proseguendo poi verso sud degenera in shelf cloud perdendo via via di intensità. Arriviamo sin quasi a Legnago dove decidiamo poi di rientrare a casa.


Aggiungo questa parte all'articolo perché so che verrà letto da molti, dato che una delle foto qui sotto ha avuto grande condivisione e sono consapevole che la maggioranza delle persone non conosce i termini specifici.
Innanzitutto chiariamo cosa è una supercella HP. Esistono diversi tipi di temporali: celle singole-multicelle-supercelle. Per tutti i temporali le condizioni necessarie alla formazione sono umidità e instabilità (tendenza dell'aria a salire verso l'alto-questo avviene quando in quota arriva aria più fresca). Poi c'è il fattore "vento", detto in termini migliori, c'è il fattore wind shear. Il wind shear altro non è che il cambiamento di direzione e velocità del vento salendo di quota. Si sta quindi parlando di tutta la colonna atmosferica (troposfera). Se i venti salendo di quota aumentano di intensità e ruotano in senso orario, è favorita la formazione di supercelle (situazione classica: sud-est al suolo e sud-ovest in quota). Questo accade perché il cumulonembo in sviluppo è costretto dai venti ad assumere moto rotatorio, immaginate una vite che si avvita su sè stessa.
Quindi caratteristica unica e fondamentale delle supercelle è la rotazione. Ora, la zona che in particolare entra in rotazione ed imprime questo moto è quella delle correnti ascensionali e nello specifico viene denominata mesociclone. Questa parte nelle supercelle nel nostro emisfero è situata a destra e le precipitazioni a sinistra. Nell'emisfero sud è al contrario, così come anche il senso di rotazione (antiorario da noi, orario nell'altro emisfero). Dopodiché esistono più tipologie di supercelle. Che se ne sviluppi un tipo o un altro dipende da diversi fattori, ma possiamo riassumerli nei principali: energia disponibile, intensità dei venti, carico di umidità.
Abbiamo così supercelle LP, classiche e HP. 
LP sta per low precipitation (bassa precipitazione). Sono celle che al radar sembrano a volte persino insignificanti proprio perché hanno poche precipitazioni per cui non sono lette bene dal radar. Si sviluppano in contesti piuttosto secchi ma con wind shear elevato. Sebbene abbiano un carico di precipitazione ridotto, sono in grado di scaricare grandine di grosse dimensioni, poiché le intrusioni di aria secca favoriscono la crescita dei chicchi. Il rischio tornado è il più basso tra tutte le tipologie supercellulari, ma possono produrre forti venti.
Classiche: si formano con le condizioni più standard necessarie per le supercelle. Wind shear medio-alto e buona quantità di energia. Potenzialmente in grado di produrre grandine, tornado, forti precipitazioni e intensi venti lineari.
HP sta per high precipitation (alte precipitazioni). Queste si formano spesso in un contesto di wind shear medio-basso specie dalle medie quote in su. Ciò comporta il fatto che parte delle precipitazioni ricada dentro nella zona delle correnti ascensionali (motivo per cui si vede piovere al di sotto di esse), anziché riversarsi lontano da essa come accade nelle 2 precedenti tipologie. La grandine di grosse-enormi dimensioni è sfavorita, così come la formazione di tornado. Non significa che non se ne possono formare, ma solo che il rischio è più basso. Laddove si formi un tornado questo sarebbe con buone probabilità nascosto nella pioggia quindi invisibile o quasi. Le HP sono solite scaricare ingenti quantitativi di pioggia e produrre forti raffiche. Aggiungo che il fatto che piova al di sotto delle correnti ascensionali non è un fattore che ne favorisce la forza, anzi la disturba.
La supercella di cui si parla nell'articolo ha prodotto numerosi danni da raffiche lineari (downburst) e chicchi di grandine di piccole e medie dimensioni.
Non ha prodotto invece nessun tornado. In rete sono circolate foto false, riferite al tornado di Trezzo del 29 luglio 2013. Qualcuno ha avuto il suo momento di gloria, contento lui contenti tutti.
Per capire bene cosa siano i downburst e la differenza con i tornado rimando alla mia guida. In generale in QUESTA pagina trovate diverse guide utili.
Infine, avendola nominata, cos'è una shelf cloud o nube a mensola. E' una formazione nuvolosa che può essere presente di fronte a un temporale di qualsiasi natura. Si forma perché l'aria fredda in discesa dalle precipitazioni scalza l'aria calda davanti dando vita a questo cuneo nuvoloso. La shelf di per sé non è pericolosa, ma può essere indice di forti venti che si manifesteranno al suo passaggio.

Qui sotto 3 immagini radar rielaborate dagli amici di Zenastormchaser. E' visibile la fase di nascita e maturazione della supercella. La tail end charlie altro non è che la coda di un sistema temporalesco disposto linearmente, che assume connotati supercellulari. Questo accade poiché la parte sud resta più isolata e il temporale ha a disposizione per sé i venti da sud-est, che permettono di alimentarlo e incrementano lo shear nei bassi strati.

Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Agosto 2019 08:44
 

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