Supercella a Phillipsburg, KS. 10 maggio 2016 PDF Stampa E-mail
Scritto da Vale   
Sabato 13 Agosto 2016 15:14

Nel pomeriggio ci attendiamo il possibile sviluppo di temporali nella zona poco più a nord di Hays, KS, non escludiamo anche brevi supercelle.
Nella lunga attesa per l'inizio della convezione, ci portiamo in uno sperduto laghetto nei pressi di Nicodemus, dove più che le dolci sue acque ne ammiriamo il rally che siamo costretti a fare per raggiungerlo su disastrate stradine somiglianti alla superficie lunare.
All'orizzonte, a nord-ovest, dei cumuli iniziano ad affollare il cielo, anche se fino a pomeriggio inoltrato risultano essere poco sviluppati in altezza.
Quando al radar una cella inizia a delinearsi e a mostrare segnali di maggiore rinforzo, decidiamo di abbandonare la nostra prescelta e rinomata località turistica e di dirigerci verso di lei.
Procediamo verso Edmond/Lenora e iniziamo a scorgere la struttura della giovane cella che sembra avere già una blanda rotazione.
Quando siamo sufficientemente vicini, troviamo un buon punto di osservazione (cosa piuttosto semplice in questo angolo di Kansas) e ne riprendiamo le prime fasi di vita.
La rotazione diviene sempre più marcata e si sviluppa una discreta turbolenza al di sotto del bordo meridionale del mesociclone. Iniziano a sollevarsi grandi polveroni e si forma qualche gustnado, che ricordo essere un vortice che non ha alcun collegamento con la base del temporale. Quando il temporale inizia a esser troppo vicino per esser ripreso, ci muoviamo più a est cercando poi di trovare una strada che proceda anche un po' a nord, altrimenti rimarremmo sempre sul bordo troppo meridionale.
Sebbene però vi siano strade sterrate ogni miglio, la maggior parte ha un livello di manutenzione troppo basso per essere percorso e, considerando che la cella si muove molto velocemente, sarebbe poco felice trovarsi su queste strade con forti precipitazioni e visibilità azzerata per via della gran terra in sospensione.
Non appena troviamo una stradina che va a nord e fa più al caso nostro, la imbocchiamo infilandoci in un labirinto di sterrati che scegliamo esclusivamente in base al grado di mantenimento.
Nel frattempo la supercella alle nostre spalle è divenuta molto più strutturata e presenta striature molto marcate. Giochiamo continuamente al gatto e al topo con l'imponente temporale che solleva di fronte a sé ingenti quantitativi di terra dai campi circostanti.
Riusciamo a starle davanti molto a lungo, ma quando siamo non lontani da Phillipsburg, complice anche il fatto che il temporale sta probabilmente iniziando ad indebolirsi e quindi devia meno verso est, rimaniamo coinvolti dalla parte marginale dei suoi rovesci, in una immensa nuvola di terra e piccoli detriti.
Per me che sono alla guida non è una esperienza molto piacevole e tutte le mie forze sono volte a mantenere la concentrazione per non uscire di strada in queste pessime condizioni.
Quando riusciamo a portarci fuori, il temporale ha ormai perso caratteristiche supercellulari e sta definitivamente indebolendosi.

Si forma un gustnado al di sotto della zona avanzante più turbolenta

Ultimo aggiornamento Sabato 13 Agosto 2016 15:43
 

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