LUGLIO - Supercella tra Milano e Brescia, 12 luglio PDF Stampa E-mail
Scritto da Vale   
Giovedì 14 Luglio 2016 16:49

Nel pomeriggio mi ritrovo nel vercellese con William Demasi, Jacopo Zannoni, Matteo Pratesi, Tiziano Puppo e Andrea Tritto. Successivamente si unisce a noi anche Olivier Staiger dalla Svizzera.
Nella seconda metà del pomeriggio si attende lo sviluppo di temporali potenzialmente severi proprio in Piemonte. Secondo i LAM le zone tra Vercelli e Novara sembrano essere quelle maggiormente favorite per i fenomeni più intensi: è presente uno shear più che sufficiente per lo sviluppo di supercelle che potranno facilmente generare grandine di grosse dimensioni e forti raffiche di vento, vista l'energia in gioco. Osservando la sinottica in quota si nota come anche le zone più a est possono essere territorio di possibili temporali intensi, ma ci affidiamo dei modelli a scala locale per la scelta del nostro target.
Per tutto il primo pomeriggio diversi rovesci o deboli temporali interessano le aree pianeggianti tra vercellese e novarese. Facciamo ripetutamente avanti e indietro lungo la SP1 per seguire queste piccole celle nel caso improvvisamente una divenga più intensa.
In nessun caso però i temporali riescono ad organizzarsi seriamente, dunque dopo aver seguito l'ennesimo rovescio ci fermiamo a Desana per raccogliere le idee. Mentre siamo qui in sosta però, l'insignificante rovescio temporalesco che ci ha appena superati e che ormai si trova a sud di Novara sembra potenziarsi. 
Il temporale si muove velocemente verso est, dunque si allontana da quella che dovrebbe essere l'area con maggiori potenzialità, ma prendiamo la decisione di lasciare il Piemonte e seguire quella cella. Troppe volte quest'anno è già accaduto che fidandoci ciecamente dei LAM ci siamo trovati puntualmente a 300km dal temporale giusto (tra l'altro stessa cosa è accaduta più volte negli USA questa stagione), dunque decidiamo di seguire solo il nostro istinto. Quando si parla di LAM non parlo minimamente dell'osservazione dei banali accumuli, ma una analisi approfondita dei vari parametri, con particolare attenzione ai venti alle varie quote di interesse. 
L'impresa di seguire la cella non è comunque per nulla semplice, in quanto punta esattamente Milano e siamo nell'ora di punta.
In più il temporale si muove molto velocemente, anche se sembra aver leggermente rallentato il suo moto; al radar è ormai evidente come stia acquisendo caratteristiche supercellulari: dapprima eravamo in presenza di un cumulonembo disorganizzato spinto via dai venti in quota, invece si osserva ora come l'updraft del temporale risulti ancorato per qualche scatto radar nel basso novarese, sintomo che vi è un mesociclone in rotazione che, sia per opera della rotazione stessa sia per via dell'inflow che lo alimenta, rallenta il suo spostamento.
Vista anche la posizione della cella, decidiamo di muoverci per le tangenziali ovest, sud e est di Milano, tagliandoci così il traffico della A4, anche se rimaniamo in dubbio su quanto traffico troveremo pure lì.
Quando arriviamo all'altezza della barriera usciamo di poco dalle precipitazioni del lato nord dell'FFD e scorgiamo appena il bordo del mesociclone a sud, accanto al quale si scaricano diversi nube-terra.
Ci immettiamo in tangenziale ovest ma incontriamo traffico, dunque prendiamo la prima uscita tentando di scendere a sud per statali, in quanto Google Maps non ci segnala particolare traffico su queste. Veniamo però nuovamente investiti dai forti rovesci e perdiamo visuale sulla base. Nel caos dell'hinterland milanese ci perdiamo con una parte del gruppo che guidava dietro di noi su un'altra vettura. Decidiamo di rientrare all'ingresso successivo in tangenziale poiché sembrerebbe (sempre da Google Maps) che il traffico sia diminuito.
In effetto riusciamo a muoverci agevolmente, decidiamo di portarci idealmente verso Caravaggio (BG), zona che la cella sta puntando. Facciamo tutto il giro attorno alla città di Milano, prendendo poi la tangenziale esterna a est dove vediamo da sud la base della supercella, posizione comunque che impedisce di poter valutare correttamente il reale stato di salute della cella. Quando imbocchiamo la A35, riusciamo finalmente a portarci di fronte al temporale e ad averne visuale corretta e neanche farlo apposta scattiamo le prime foto proprio nei pressi di Caravaggio.
Al momento al radar il temporale si è rimpicciolito e visivamente mostra caratteristiche di transizione tra una fase classica a una LP. Mentre ci muoviamo a est però il temporale riacquista un po' di vigore, mantenendosi più in una fase classica. Seguiamo la cella fino a est di Brescia, dove poi andrà a morire addossandosi ai rilievi.

L'immagine radar della supercella su Milano (fonte CML). Si noti la classica formazione di un v-notch.

La supercella nella sua seconda fase di organizzazione verso Brescia.

Prime foto da Caravaggio (BG)

Cascina Campagna (BG)

Lodetto (BS)

Est di Brescia

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Luglio 2016 10:34
 

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