LUGLIO - Tornado a Dolo (VE), 8 luglio PDF Stampa E-mail
Scritto da Vale   
Giovedì 09 Luglio 2015 01:18

Dopo una intensa ondata di caldo perdurata per diversi giorni su gran parte dell'Italia, che ha portato alcuni record di minima e valori di umidità incredibilmente alti (la stazione meteo di Galliate -NO- del Centro Meteo Lombardo ha registrato 28,5 di dew point il giorno 6 luglio), nel pomeriggio dell'8 luglio il sopraggiungere della coda di un fronte freddo su parte del nord Italia, apre elevate possibilità per lo sviluppo di temporali intensi.
Dall'analisi dei modelli fisico matematici nei 2-3 giorni prima dell'evento si evinceva come vi fossero 2 possibili aree per lo sviluppo di temporali: il Piemonte e l'estremo nord-est. Questo secondo target mostra sicuramente parametri più importanti, ma restiamo in dubbio sulla possibilità di puntare sul Piemonte, soprattutto per questioni di vicinanza.
Con gli ultimi aggiornamenti del 7 luglio appare chiaro come le possibilità temporalesche per il Piemonte si siano drasticamente ridotte: il passaggio della perturbazione viene leggermente anticipato e ciò comporta lo sviluppo di venti più secchi e una stabilizzazione dell'aria su tutto il NW già dal primo pomeriggio. Considerando inoltre l'elevato potenziale che permane al NE, decidiamo di puntare verso l'area di Pordenone, dove i modelli mostrano indici di shear fondoscala e un impressionante e incredibile valore di oltre 4000 CAPE.
Partiamo al mattino io, Jacopo Zannoni, William Demasi, Matteo Pratesi e Tiziano Puppo e ci mettiamo in marcia verso est.
Quando siamo all'altezza di Venezia, notiamo che i venti al suolo sono sostenuti da sud-est, mentre secondo i LAM avremmo dovuto avere uno spiccato sud-ovest. Questo fatto mette in serio dubbio il target più a est e ci domandiamo se il setup previsto nella zona di Pordenone non sia traslato più a ovest. Siamo all'altezza di Spinea quando la cella che già da qualche decina di minuti era presente sull'alto vicentino, inizia ad abbordare la pianura, mostrando un pazzesco eco radar: è chiaramente visibile ciò che in gergo viene definito "flying eagle" : le precipitazioni si dispongono a formare le ali di un'aquila nella riflettività radar. Si tratta di un particolare eco radar presente esclusivamente nei temporali supercellulari che prende corpo quando le correnti ascensionali sono talmente forti che i venti in quota sono costretti ad aggirare l'updraft stesso, come incontrassero un muro, finendo per "stirare" le precipitazioni in avanti con una forma a V.
Ci muoviamo verso Vicenza, ma le immagini radar a disposizione sono vecchie di 30 minuti quindi pressochè inutilizzabili. Ci rendiamo conto che il temporale è ormai già molto vicino a noi e che si sposta molto rapidamente verso sud/sud-est.
Siamo nei pressi di Dolo, poco a nord, e prende forma una incredibile struttura: il mesociclone enorme e striato dalla forte rotazione mostra una perfetta clear slot, dalla quale in breve tempo prende forma un funnel.
In questi istanti assistiamo ad un repentino e impressionante aumento dei fulmini nube-terra positivi: ho già assistito varie volte a questo fenomeno negli Stati Uniti. Negli immediati minuti prima che un tornado (specie se violento) tocchi terra spesso ho osservato uno smisurato aumento di fulmini positivi, scariche che poi si esauriscono nel momento in cui il vortice tocca terra.
Quando ci spostiamo a sud di Dolo osserviamo il primo touchdown, durato pochi secondi. Ripartiamo per trovare un punto migliore di osservazione, ma la zona è un labirinto di strade e infrastrutture. Il tornado è di nuovo ora al suolo e troviamo un punto dove fermarci: la forma e la dimensione del cono sono impressionanti ed è chiaramente visibile una nube di detriti che vola a qualche decina di metri da terra. E' chiaro in questi istanti che il tornado purtroppo non sta passando su campi aperti, ma sta investendo infrastrutture.
Nel giro di 5 minuti il vortice viene avvolto dalle precipitazioni dell'RFD fino a dissolversi. La cella proseguirà poi il suo percorso sino in Laguna Veneta e poi una volta al largo si esaurirà.
Ad evento terminato decidiamo di recarci nelle aree colpite per un'idea della stima dei danni e cercare per quanto possibile di dare basilari aiuti, quali rimuovere detriti dalle strade e quant'altro.
La scena nei pressi del Brenta è agghiacciante, case in muratura distrutte, auto sollevate e portate a distanze di 100 metri, vetture ribaltate nel corso d'acqua, tralicci di alta tensione piegati alla base e distesi sul campo e la traccia del tornado nel campo: l'erba non c'è più ma solo terra viva.
Attorno a questa zona molto colpita, una vasta area con danni da raffiche lineari dell'RFD. Numerosi anche i danni della grandine che in alcuni punti ha raggiunto facilmente gli 8cm di diametro, forse anche superiori.
Il tornado è stato classificato da Arpa Veneto e dall'ESSL (European Severe Storms Laboratory) come EF4. Ad avvalorare la classificazione EF4 sono stati in particolare indicatori come alcune strutture in muratura abbattute. Si ricorda che ogni tornado violento durante il suo percorso ha vari livelli di intensità: è quindi normale trovare danni anche EF0,EF1,EF2,EF3 lungo il percorso di un EF4, ma la classificazione viene effettuata sul danno maggiore. I venti di un EF4 sono compresi tra 267 e 322 km/h.
Consultabile QUI l'analisi dell'evento.

Il tornado ha purtroppo causato 1 vittima e oltre 80 feriti.


Ricordo che la parola tornado e tromba d'aria sono esattamente SINONIMI e che la 2° è la traduzione in lingua italiana della prima.
Non esistono mini tornado o maxi trombe d'aria: l'atmosfera del nostro pianeta è 1 e se le condizioni per la formazione di questi eventi sono il loco, si avrà il medesimo risultato sia in Oklahoma sia in Veneto o in Giappone. L'unica distinzione fattibile è tra tornado mesociclonici e non, definibili anche landspout. 
E' totalmente infondata pertanto la diceria del "le trombe d'aria son quelle meno forti". No è errato. Stiamo parlando del medesimo fenomeno che viene poi classificato attraverso la scala Enhanced Fujita che va da EF0 a EF5 sulla base dei danni e non di fantasie personali.
Bisognerebbe capire che Google non è una università e che "ho sentito dire che..." non è un parametro scientifico.

Detto tutto ciò, esprimo la mia totale solidarietà alle persone colpite da questa tragedia e non oso immaginare cosa voglia dire perdere tutto ciò a cui si è dedicata l'intera vita o peggio ancora perdere propri cari in queste circostanze. Ho vissuto già scene simili negli Stati Uniti e la sensazione che pervade è sempre la stessa: impotenza e senso di difetto, perchè si è lì a osservare chi ha perso tutto, mentre tu sai che una casa l'hai ancora e la tua vita continuerà a scorrere normalmente.
Un tornado ha colpito nel 2003 anche il mio paese, Galliate, vi furono diversi feriti e numerosi danni. La mia casa fu graziata, mentre venne colpita quella di mia nonna. Ho quindi idea di cosa invece voglia dire vedere un tornado fuori dalla finestra, senza avere la minima idea che potesse accadere, visto che all'epoca ancora non sapevo quasi nulla sui temporali e le loro dinamiche.
Ad ogni modo, oltre alla sensazione di impotenza già provata varie volte, ho provato un forte senso di rabbia: il tornado poteva essere monitorato con i mezzi a disposizione. Il radar doppler era uno strumento prezioso e fondamentale in quegli istanti e permetteva di avere chiara idea di dove fosse il vortice e dove si muovesse e a che velocità lo facesse.
La mia rabbia sta nel pensare che non esiste nessun organo, nessun ente preposto a dare allarmi in tempo reale. Non sto parlando di previsioni o bollettini, che sono stati fatti da Arpa Veneto con puntualità, sto parlando di un qualcosa che qui non esiste, di un organo che in Italia non c'è. Nessuno è infatti autorizzato ad avvisare la popolazione in tempo reale e non esiste nemmeno un sistema per poterlo attuare.

Basterebbe un centro meteo nazionale che dirama allerte e allarmi in tutto il paese, senza passare tra mille burocrazie e giri. Un sistema in cui la protezione civile (che svolge un ottimo lavoro) fosse lo strumento del centro meteo nazionale e non il mezzo da cui arrivano allerte che a sua volta ha ricevuto da un ente esterno. Basterebbe avvisare del pericolo tramite un messaggio in TV o interrompendo i programmi alla radio, come in molti paesi del mondo. La casa la si perde uguale, ma almeno le persone hanno quei 5 minuti per ripararsi. D'altro canto è anche vero che manca informazione e consapevolezza tra la popolazione, quindi probabilmente ci sarebbe panico e non si avrebbe idea sul cosa fare, dato che non c'è alcuna prevenzione e informazione in questo senso. E' quindi un serpente che si morde la coda, ma questo è ciò che accade quando non si vuole investire sulla cultura scientifica in un paese.

Penso sia corretto condividere i numeri dei conti correnti a disposizione di chi volesse aiutare la popolazione colpita dall'evento:
Chi intendesse versare i contributi può farlo tramite i seguenti riferimenti:
CODICE IBAN: IT68K0899036230019010000936 (Comune Pianiga)
CODICE IBAN: IT52Y0840736080043000107194 (Comune Dolo)
CODICE IBAN: IT30X0200836182000103826448 (Comune Mira)
CAUSALE: Emergenza Tornado 8 luglio

Anche la regione Veneto ha istituito un apposito IBAN:
Intestazione: "Emergenza tornado in Veneto 8/7/2015"
IBAN: IT57V0200802017000103827353

 

La base nelle prime fasi in pianura


L'impressionante wall cloud


Il tornado sotto il mesociclone


Questa foto non spicca di certo per naturalezza o qualità: sono stati rimossi 5 tralicci, 7 file di fili di alta tensione, leggermente croppato il file e contrastato il tornado volutamente per rendere chiaramente visibile la nube di detriti e il vortice stesso.

Il tornado viene avvolto dalle precipitazioni dell' RFD

Il sentiero del tornado lasciato sul campo

Una villa distrutta e l'albero "spogliato" della corteccia e delle foglie sul lato esposto al tornado

Si intravede in fondo il traliccio piegato completamente

Ultimo aggiornamento Sabato 18 Luglio 2015 12:06
 

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Fulmini prima dell' EF5

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