Supercella tornadica Tipton, Oklahoma, 16 maggio PDF Stampa E-mail
Scritto da Vale   
Venerdì 19 Giugno 2015 15:12

Il 15 in tarda serata io e i miei amici William Demasi e Maurizio Signani atterriamo a Dallas, in Texas. Pernottiamo in un motel vicino all'aereoporto sapendo già che l'indomani ci attende subito un primo giorno di caccia, tra l'altro sulla carta piuttosto impegnativo. Si prospettano infatti ampie possibilità di tornado e supercelle, specie nell'angolo sud-occidentale dell'Oklahoma.
Personalmente avrei preferito di gran lunga che il primo giorno fosse un day-off, non tanto per un discorso di riposo rispetto al fuso orario e al viaggio, quanto per un discorso organizzativo riguardo l'attrezzatura da usare durante la caccia. Nel caso di problemi infatti, non c'è alcun tempo per risolverli.
I miei presentimenti si avverano ben presto, quando mi rendo conto che il router della Verizon che ho noleggiato non vuole saperne di funzionare: tutto sembra essere ok, ma non viene scaricato alcun dato. Senza internet, specialmente in una giornata come quella che ci attende, è praticamente quasi impossibile cacciare, soprattutto è difficile farlo in sicurezza.
Ad ogni modo al mattino ci svegliamo all'alba e dopo un'altra rapida occhiata ai modelli sfruttando la connessione del motel, ci muoviamo verso Altus, Oklahoma, nostro target odierno. Nella cittadina ci troveremo con i nostri amici tedeschi Dennis Oswald e Heiko Wichmann, che oggi saranno la nostra ancora di salvezza se internet continuerà a non funzionare.
Quando arriviamo in target proviamo a recarci a un centro Verizon nel poco tempo a disposizione, ma il commesso che ci assiste non sembra avere molta intenzione di andare a fondo del problema e ci liquida semplicemente dicendo di rivolgerci a chi ci ha rifilato il router (una compagnia di noleggio tedesca...sì in Germania c'è Verizon). Ogni tentativo di risolvere il problema è quindi rinviato a domani che sarà un day off.
Capendo che c'è poco da fare e oggi o cacciamo senza internet affidandoci ai nostri amici o stiamo tutto il pomeriggio a visitare la ridente cittadina di Altus, optiamo per l'opzione A.
Osserviamo l'immagine satellitare (ovviamente sul pc di Dennis) e appare chiaro, poco dopo l'ora di pranzo, come una forte convergenza al suolo stia delineandosi tra l'avanzata della dryline a ovest e l'outflow boundary dell'MCS mattutino che si sta spostando verso est.
Nel giro di poche decine di minuti delle celle iniziano a svilupparsi.
Saliamo in auto e partiamo dietro ai nostri amici: a questo punto siamo "ciechi", non abbiamo alcuna possibilità di sapere cosa sta succedendo attorno a noi se non tramite l'osservazione visiva che, nel momento in cui coesistono diversi temporali in fila uno all'altro è poco superiore al nulla, in quanto non c'è modo di sapere in una fila di supercelle quale di questa è la più intensa, quale sta producendo un tornado e dove si trova esattamente l'uncino. Non abbiamo quindi modo di scegliere alcuna strada da soli, a parte il fatto che senza internet non possiamo nemmeno consultare google maps, ma anche scegliere strade sulla cartina cartacea risulta una mossa azzardata.
Seguiamo i nostri amici che si mantengono a nord della linea di celle sulla dryline, posizione dalla quale l'osservazione a vista è doppiamente da cestinare perchè coperta dagli imponenti rovesci dell'FFD della prima cella.
Il nervosismo in auto è parecchio: sappiamo che il potenziale in gioco oggi è alto e che forse questo potrebbe essere l'unico Moderate Risk di tutto il mese di permanenza. Le carte mostrano infatti molte possibilità di caccia, ma su setup più marginali. Spesso poi questi danno occasioni fotografiche persino maggiori di Moderate e High Risk, però insomma è una questione di principio: essere qui, trovarsi il primo giorno in un moderate e avere le mani legate è una sensazione pessima.
Seguiamo i nostri amici che iniziano a muoversi parecchio verso est per portarsi sul percorso della cella più intensa, senza andarle incontro a metà strada anticipando le tempistiche come vorremmo fare. Ma lanciarsi in mosse da soli senza una chiara visione dell'intera situazione, per quanto mi riguarda è fuori da ogni discussione.
Ci portiamo a est di Tipton, dove finalmente ci fermiamo: all'orizzonte si intravede la cella che ho poi modo di constatare sul pc di Dennis, muoversi velocemente verso la nostra posizione.
E' presente un fortissimo vento di inflow, per via del quale a stento riesco a mantenermi in piedi. La supercella in avvicinamento ha una lunghissima beaver's tail e via via che si avvicina mostra un intenso nucleo grandinigeno di un surreale colore bluastro.
Rimaniamo in questa posizione sinchè i rovesci si avvicinano troppo e siamo costretti a muoverci.
Altre celle sono poi presenti più a sud, ma risulta difficile comunicare e capire esattamente cosa fare senza aver connessione con i nostri amici.
La giornata di caccia quindi si conclude così, con la grossa amarezza di non aver potuto gestire nulla per un problema tecnico, ma ringraziando che almeno c'erano dei nostri amici sul posto; è vero che abbiamo modi di cacciare differenti, ma almeno grazie a loro abbiamo potuto vedere qualcosa. Scopriremo poi che circa 1 ora prima la nostra cella ha fatto un tornado.


Ho abbassato volutamente l'inquadratura per riprendere l'erba completamente piegata dal fortissimo vento

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Giugno 2015 18:50
 

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