Glossario temporalesco PDF Stampa E-mail
Scritto da Vale   
Venerdì 08 Agosto 2014 14:07

Questa pagina vuole essere utile per un veloce consulto sui principali termini usati in questo sito nei vari reportage di cacce ai temporali.
Per informazioni più approfondite, fare riferimento alla pagina DIDATTICA.
Sempre in merito ad alcune spiegazioni basilari, sul sito sono disponibili 3 pdf scaricabili: una semplice GUIDA SUI TEMPORALI , una GUIDA SULLA DIFFERENZA TRA TROMBA D'ARIA/DOWNBURST e uno sui TORNADO.

Molti termini sono utlizzati in inglese, perché questo tipo di fenomeni spesso viene studiato solo in territorio USA. Personalmente preferisco spesso utilizzare quindi il termine originale che non la sua traduzione.

Bow echo o eco ad arco: si tratta di un eco radar che assume una forma arcuata di fronte a squall line (vedasi definizione) o altre tipologie temporalesche in fase degenerativa (nel momento in cui l'outflow prevale sull'inflow- vedasi definizioni). Indica solitamente la presenza di forti raffiche di vento. Si associa spesso una shelf cloud (vedasi definizione).

CAP: termine che sta a indicare la presenza di una zona, generalmente nei primi km dell'atmosfera, in cui è presente uno strato di aria (inversionale) più calda (che impedisce quindi la formazione di nubi a sviluppo verticale).

CAPE: si tratta di un indice utilizzato per la previsione dei temporali, letteralmente Convective Available Potential Energy. Indica quindi l'energia disponibile per lo sviluppo di nubi temporalesche. Grossi quantitivi di CAPE (consultabile sui modelli meteorologici) in linea di massima presuppongono lo sviluppo di celle temporalesche intense.
Resta comunque fondamentale analizzare quest'indice in un'ottica più ampia che comprende tutta la situazione sinottica e gli altri elementi necessari allo sviluppo di temporali. L'indice CAPE preso singolarmente non indica nulla.

Cella singola: temporale con un'unica corrente ascensionale (vedasi UPDRAFT) e un'unica corrente discendente (vedasi DOWNDRAFT). Generalmente deboli o moderati e di breve durata.

CIN (o CINH):è un indice che ci mostra l'energia disponibile (espressa in joule) nei bassi strati che impedisce la partenza di moti verticali spontanei. Maggiore è il CIN maggiore è l'inversione presente (vedasi inversione termica).

Clear Slot: particolare formazione lungo le correnti ascensionali di una supercella. Si presenta come un vero e proprio buco scavato nella parete del temporale, a opera delle correnti discendenti di RFD (vedasi definizione) che spingendosi verso il suolo portano parte della nube stessa all'evaporazione, in quanto più secche. Una clear slot (talvolta chiamata clear cut) deve mettere in guardia sul possibile sviluppo di un tornado.

Convezione: processo fisico che comporta la risalita di aria calda e umida verso gli strati alti dell'atmosfera, favorendo la formazione delle nubi a sviluppo verticale (cumuli e cumulonembi).

Cumulo: nube a sviluppo verticale che può essere precursore dello sviluppo di un cumulonembo.

Ne esistono di 3 tipi:

humilis (o di bel tempo), scarso sviluppo, non producono fenomeni;


mediocris (medio): maggiore sviluppo verticale del primo, generalmente assenza di fenomeni;


congestus (congesto): gran sviluppo verticale, possono produrre rovesci (esclusivamente pioggia).


Cumulonembo: nube a sviluppo verticale propria dei temporali. Nel cumulonembo è presente ghiaccio che associato alle correnti ascensionali dà luogo alla formazione di scariche elettriche: i fulmini. Ogni temporale contiene quindi grandine (spesso piccola che non raggiunge il suolo) e fulmini.

Cumulonembo senza incudine: temporale ancora giovane che non ha formato un'incudine (vedasi INCUDINE).


Cumulonembo con incudine: temporale in fase di massimo sviluppo o maturità che ha sviluppato un'incudine (vedasi INCUDINE).


Downburst: corrente discendente particolarmente violenta che dall’interno del temporale riesce ad arrivare sino al suolo e a impattarvi con violenza, diffondendosi sotto forma di raffica lineare. I venti di un downburst possono partire da 70-80 km/h per arrivare sino a 200km/h e sono in grado di fare danni ingenti, anche perché colpiscono una vasta area. Spesso confusi con trombe d'aria.

Downdraft: correnti discendenti all’interno di un temporale a cui si associano le precipitazioni al suolo (a meno di aria secchissima nei bassi strati).

Dust devil: classico mulinello di polvere che si può formare in condizioni di cielo sereno.

Embedded supercell: un termine americano che indica la presenza di temporali supercellulari inseriti in altri contesti temporaleschi. Ad esempio vi possono essere delle supercelle inserite in una linea di un QLCS o in un MCS (vedi definizioni).

Eco ad arco: vedasi BOW ECHO.

Eco a uncino: vedasi Hook eco.

EF (Enhanced Fujita): scala che misura l'intensità dei tornado. Si parte da EF0 (tornado più deboli) e si arriva a EF5 per i più devastanti. Si rammenta che in caso di tornado in aperta campagna, senza danni classificabili, i tornado DEVONO essere classificati come EF0.

FFD: letteralmente forward flank downdraft. Downdrafts (vedasi definizione) associati ai rovesci all'interno di un temporale supercellulare e quindi presenti nel bordo più settentrionale/orientale del temporale.

Flying eagle: termine americano che si riferisce a un particolare eco radar associato esclusivamente alle supercelle. E' definito anche V-notch. Le precipitazioni si dispongono come a formare le ali di un'aquila in volo, assumendo una struttura a V. Si verifica quando la colonna delle correnti ascensionali è così alta e imponente, che i forti venti che vi impattano sono costretti a piegare intorno ad esse, spingendo le precipitazioni verso l'esterno ai bordi (ESEMPIO).

Fractocumulo o fractus: brandello nuvoloso basso, staccato dal temporale e frastagliato che si può formare in svariate situazioni e modalità. Spesso confusi con tail cloud, wall cloud, inflow tail o persino tornado.


Fulmine negativo: fulmine con carica negativa, generalmente coprono distanze di 4-5km.


Fulmine nube-aria: scarica elettrica tra il cumulonembo e l'aria circostante.


Fulmine nube-nube o intranube: scarica elettrica all'interno del cumulonembo o tra diversi cumulonembi.


Fulmine nube-terra: scarica elettrica tra nube e suolo.


Fulmine positivo: fulmine con carica positiva. Coprono distanze maggiori dei negativi (anche 20-30km) e sono generati da una maggiore differenza di potenziale.


Funnel cloud: nube a imbuto, quindi in ROTAZIONE, al di sotto della base di un cumulonembo o di un congesto che non riesce però a raggiungere il suolo.


Gustnado: evento vorticoso al di sotto di un temporale, ma scollegato dalla nube temporalesca stessa.


Hook eco o eco a uncino: particolare eco radar delle precipitazioni di una supercella che, avvolgendosi attorno al mesociclone (vedasi definizione), assumono una forma simile a un uncino.

Incudine: formazione nuvolosa piatta sulla sommità di un cumulonembo. Si forma nel momento in cui la nube in ascesa incontra uno strato di aria più calda (naturale dopo la tropopausa) che funge quindi da tappo alla convezione (vedasi definizione). Pertanto la nube si espande in orizzontale dando luogo a questa formazione.

Inflow: flusso di correnti caldo-umide richiamate dal temporale verso se stesso.

Inflow tail: letteralmente coda dell'inflow. E' una nube a forma di coda che si può formare alla base di un temporale, specialmente se giovane e in fase di forte sviluppo. Tradisce la presenza di una buona quota di inflow nel temporale.

Inversione termica: strato d'aria in cui la temperatura aumenta con la quota e generalmente associata ad aria più secca rispetto a quella sottostante. La presenza di inversioni quindi blocca la spinta di galleggiamento e inibisce la convezione.

Knuckles: formazioni sul bordo dell'incudine (vedasi definizione) che indicano singole forti spinte delle correnti ascensionali. Indice di temporali intensi e grandinigeni.

Landspout: particolare tipo di tornado non associato alla presenza di un mesociclone.

Left mover: supercella (vedasi definizione) che ruota in senso orario. Raramente possibile nell'emisfero nord, può accadere quando un temporale supercellulare “splitta” ovvero si divide in 2 celle: una va verso nord e una verso sud. Generalmente destinata a morire molto più velocemente di una right mover.

Lowering: abbassamento sotto la base del temporale in corrispondenza delle correnti ascensionali. Piuttosto frequente la loro formazione in temporali giovani, quando l'updraft (vedasi definizione) ha una forte spinta verso l'alto ed indica la zona dove è presente maggiore inflow (vedasi definizione).

Mammatus: formazioni sotto l'incudine (vedasi definizione) di un temporale che indicano precipitazioni che evaporano prima di giungere al suolo. La loro presenza non è necessariamente indice di un temporale intenso.


MCS: mesoscale convective system. Insieme di temporali, generalmente multicellulari. Capace di persistere per ore e di raggiungere grandi dimensioni.

MCC: mesoscale convective complex. Può essere inteso come un grande MCS, osservato al satellite appare tondeggiante e su vasta scala.

Mesociclone: specifica area in rotazione delle correnti ascensionali di una supercella (vedasi SUPERCELLA) che imprime la rotazione al temporale stesso.


Multicella: temporale in cui convivono più celle in varie fasi di sviluppo.


Nube a mensola: vedasi SHELF CLOUD.

Nube a muro: vedasi WALL CLOUD.

Outflow: flusso di correnti più fredde in uscita dal temporale.

Overshooting top: cupola nuvolosa che si può formare sopra l'incudine (vedasi definizione) di un temporale in corrispondenza delle correnti ascensionali. E' indice di una forte spinta di queste ultime, le quali sono riuscite a sfondare il limite segnato dalla tropopausa. E' quindi indice di un momento di particolare intensità del temporale.

QLCS: quasi linear convective sistem. In linea generale si riferisce a sistemi multicellulari disposti in linea, include quindi anche squall lines e bow echo.

Shear: vedasi Wind Shear.

Shelf cloud o nube a mensola: formazione nuvolosa simile a un cuneo che può essere associata al bordo avanzante di un temporale. Le shelf cloud non ruotano mai, la presenza di bande laminari può essere dovuta alla presenza di strati con differente quantitativo di umidità. Non indica necessariamente un temporale violento.

Riflettività: è un prodotto radar che mostra intensità delle precipitazioni e loro movimento.

RFD: letteralmente rear flank downdraft. Presente esclusivamente in temporali supercellulari, fa riferimento a una corrente discendente più secca in discesa verso il suolo sul lato posteriore del mesociclone. L'RFD gioca un ruolo importantissimo nella genesi tornadica trasportando nei bassi strati la tendenza alla rotazione su un asse verticale. Le raffiche di RFD possono essere talvolta estremamente violente.

Squall line o linea di groppo: particolare tipologia di temporali multicellulari disposti secondo una linea che tende ad essere arcuata. Spesso seguono dei fronti freddi.

Supercella: particolare tipologia di temporale in cui le correnti ascensionali entrano in rotazione e imprimono rotazione a tutto il cumulonembo, ovvero la nube temporalesca.
Le supercelle pertanto sono temporali che ruotano, nell’emisfero nord in senso antiorario e in quello sud in senso orario nella quasi totalità dei casi. La presenza di rotazione è un ingrediente fondamentale p
er la maggiore potenzialità di questi temporali nel produrre eventi violenti.


Supercella classica: tipologia appunto più classica e facilmente riconoscibile, sia a vista ,sia al radar.


Supercella HP o ad alta precipitazione. Si sviluppano generalmente in presenza di elevata umidità e venti deboli alle quote medie. Talvolta i vari elementi tipici risultano difficili da individuare perchè parzialmente o totalmente avvolti nella pioggia (anche i tornado spesso sono avvolti nella pioggia in questa tipologia).


Supercella LP o a bassa precipitazione. Si sviluppano solitamente in presenza di scarsa umidità e buon wind shear (vedasi definizione). Di contro, sebbene vi siano poche precipitazioni, sono in grado di generare grandine anche di grosse dimensioni, proprio grazie alle intrusioni secche specie alle quote medie.


Tail cloud: letteralmente nube a coda. Può essere associata alle wall cloud (vedasi definizione). E' una coda nuvolosa che si attacca alla nube a muro e condensa “pescando” umidità direttamente dai rovesci adiacenti, puntando quindi verso di essi. Indica presenza di un inflow (vedasi definizione) piuttosto intenso.


Tornado o tromba d’aria: i 2 termini sono assolutamente sinonimi.
Colonna d’aria che entra in rotazione collegata con un cumulonembo e con il suolo. Se manca
uno dei due collegamenti non si può in alcun modo parlare di tornado. Il cono tornadico è una vera e propria nube e pertanto se l’aria non è sufficientemente umida nei bassi strati potrebbe non condensare. La presenza del tornado al suolo è comunque tradita da una debris cloud ovvero da una nube di detriti in rotazione.


Tornado mesociclonico: tornado associato alla presenza di un mesociclone.

Updraft: correnti ascensionali all’interno di un temporale in cui l’aria caldo umida sale verso l’alto e lo alimenta.

Virga: banda di precipitazioni che non raggiunge il suolo ed evapora prima di esso. Nel linguaggio comune spesso si indica erroneamente come generica banda di precipitazione.

Wall cloud o nube a muro: visivamente si presenta come uno scalino al di sotto della base delle correnti ascensionali di una supercella e del suo mesociclone. È considerabile come l’estensione verso il basso del mesociclone ed è da essa che possono discendere i tornado. Non tutte le wall cloud ruotano.


Wind shear o shear: (verticale). Si intende il cambiamento di intensità e di direzione del vento salendo di quota. Venti che aumentano di intensità e ruotano in senso orario con l'altezza (shear positivo) sono favorevoli allo sviluppo di temporali ben organizzati.

Ultimo aggiornamento Martedì 02 Agosto 2016 19:58
 

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Fulmini prima dell' EF5

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