Supercella tornadica a Clay Center, Nebraska, 11 Maggio PDF Stampa E-mail
Scritto da Vale   
Martedì 13 Maggio 2014 01:07

Ci svegliamo al mattino ad Andover, Kansas, dove ci troviamo a dover decidere circa il target di oggi. Sono infatti due le possibili aree di caccia: una nell'area di Pratt, KS, sul fronte freddo, e l'altra vicino a Hebron, Nebraska, sul fronte caldo.
Le 2 diverse zone promettono due differenti tipologie di fenomeni: in Kansas sono molto probabili supercelle con strutture molto fotogeniche e non si escludono uno o due tornado, inoltre la zona è perfetta per la caccia. In Nebraska, sul fronte caldo, le strutture fotogeniche sono molto meno probabili, ma è quasi certo che si formeranno dei tornado, ma la zona è più collinare e la vegetazione più fitta.
Fino all'ultimo momento sembra quasi scontata la nostra scelta sul Kansas: il territorio di caccia perfetto e gli spunti fotografici assicurati sono gli elementi che maggiormente giocano a favore di questa scelta.
Poco prima di metterci in marcia però inizio ad avere dei dubbi sulla scelta che stiamo per compiere: l'annata è estremamente povera di tornado e nei 20 giorni successivi alla nostra permanenza non sembra vi saranno grandi possibilità in tal senso. Personalmente mi sento di rinunciare a una potenziale supercella scolpita in Kansas, a favore di un tornado in Nebraska, soprattutto perchè come detto prima non vi saranno molte altre possibilità per vedere fenomeni vorticosi.
Propongo quindi ai miei compagni di viaggio di cambiare i nostri piani: abbandonare il target "sicuro" in Kansas e lanciarci in un territorio più "incerto". Incerto sia per la zona che potrebbe non essere pianeggiante e semplice, sia per la dinamica degli eventi: in 6 anni che cacciamo soli nella plains, questa sarebbe la nostra prima caccia sul fronte caldo. Le cacce sul fronte caldo possono riservare diverse insidie infatti: le supercelle si muovono velocemente, la grande umidità e energia a disposizione fa si che le basi dei temporali siano estremamente basse e spesso confuse. Tornado di grosse dimensioni e immersi nella pioggia sono possibili.
Niccolò e Jacopo sono d'accordo con la mia proposta, le possibilità di tornado sono talmente scarne quest'anno che questa deve essere una carta da giocare.
William invece preferisce l'idea di cacciare strutture lungo il fronte freddo e così, per la giornata di oggi, si unirà a Dennis e Florian, i nostri due amici tedeschi che rimangono dell'idea del target in Kansas.
In tarda mattinata io, Niccolò e Jacopo partiamo per Hebron, Nebraska.

Dopo quasi 3 ore di viaggio arriviamo in target, una breve sosta alla stazione di servizio per il pieno dell'auto e qualcosa da mangiare, e ci posizioniamo in un campo con buona visuale nell'attesa dei fenomeni, sotto un sole caldo e in una atmosfera carica di umidità. Circa mezz'ora dopo un temporale si sviluppa a ovest di Hebron e in poco tempo assume caratteristiche supercellulari al radar.
Partiamo alla volta della cella; quando ci portiamo in prossimità della sua base nulla è chiaro e definito: la quota di condensazione della base è bassissima, ma al momento risulta difficile scorgere una wall cloud.
Il temporale si sposta abbastanza rapidamente, quindi ci muoviamo cercando di mantenerci a sud/sud-est del mesociclone. Siamo nei pressi di Clay Center quando con la coda dell'occhio, sotto la bassissima wall cloud che occupa l'intero orizzonte alla nostra sinistra, un tornado si protende verso il suolo, ma la sua condensazione dura pochi istanti. Mentre proseguiamo la nostra marcia verso nord ci rendiamo conto che qualcosa non va: sebbene il temporale si sposti verso nord-est, la wall cloud e l'intera area di rotazione si sta muovendo rapidamente verso di noi. In pochissimi secondi ci troviamo sotto la nube a muro, che è non più alta di 100-200m dal suolo. Il cielo nerissimo ci sovrasta e in lontananza è visibile uno spiraglio di luce che filtra da dietro la wall cloud e le bande di rovesci. Ci rendiamo conto che l'enorme nube a muro è scesa verso sud-est nel suo movimento di rotazione e ora il tornado può essere ovunque vicinissimo a noi. Sono alla guida e butto uno sguardo fuori dal finestrino, le bande di rovesci vengono aspirate verso l'alto e trascinate in ogni direzione e la terra nel campo accanto si solleva e inizia a ruotare: il tornado è di fianco a noi. Schiaccio l'acceleratore fino a fondo per finire a nord della circolazione, di certo ora non c'è tempo per fare inversione di marcia e scappare a sud. Sento che l'automobile fatica a prendere velocità, ma per fortuna in pochi attimi siamo a nord del tornado che ci sfila dietro. Prendiamo la strada che va verso est, nell'abitato di Clay Center e ci fermiamo in attesa che l'enorme circolazione attraversi la strada davanti a noi. Il tornado non è mai perfettamente condensato, è un multivortex che continua a cambiare forma e dimensioni senza mai condersarsi completamente. Quando la wall si sta ormai allontanando nel campo accanto scorgiamo una enorme circolazione al suolo, mentre noi siamo sferzati dai venti di RFD.
Dopo questa esperienza ravvicinata decidiamo di proseguire la caccia stando a sud/sud-ovest del possibile tornado, la situazione è troppo pericolosa. Da questa posizione successivamente assistiamo alla formazione di un altro tornado, la cui parziale condensazione dura a malapena un paio di secondi. Seguiamo la cella fino a Lincoln, dove ormai sembra che il suo potenziale tornadico sia scemato: il temporale infatti sembra essere ormai dominato dall'outflow.
Quando le precipitazioni occupano gran parte della cella decidiamo di scendere verso sud e intercettiamo così un'altra supercella in Kansas, appena dopo il tramonto.
William nel frattempo, con i ragazzi tedeschi in Kansas, ha cacciato diverse supercelle tra cui l'ultima particolarmente fotogenica e ben strutturata.

La supercella del Nebraska ha prodotto diversi tornado per circa 75 miglia, nessuno di questi però è condensato al suolo per più di pochi istanti, anzi nella maggior parte dei casi la condensazione del vortice era quasi assente.
La nostra posizione iniziale a sud della wall cloud era di apparente sicurezza: come è accaduto lo scorso anno ad El Reno, sebbene il temporale si muovesse a nord est, la nube a muro di dimensioni enormi nel suo movimento di rotazione ha trascinato verso sud est la neonata circolazione tornadica, andando a intrappolarci in quella che viene definita bear's cage. Il tutto avviene talmente in pochi attimi che è difficile persino rendersene conto.
Questa è l'ennesima riprova che in condizioni estreme, con umidità alle stelle ed elevato potenziale tornadico, l'unica zona in sicurezza sarebbe al di fuori del temporale stesso.

La giornata di caccia in Nebraska come ci aspettavamo non ha sortito grossi spunti fotografici. Nei prossimi mesi Niccolò pubblicherà il video che rende molto meglio l'idea degli eventi documentati. Non appena sarà online lo inserirò nell'articolo.
In fondo ho messo alcune foto di William sul target in Kansas nei pressi di Pratt, target sicuramente più fotogenico come preventivato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fermoimmagini video di alcuni dei touchdown della grossa circolazione nella bear's cage

L'immagine radar che testimonia la nostra posizione nell'uncino del temporale (noi siamo il cerchiolino)


La circolazione ci attraversa la strada

Grossi polveroni sollevati dall'rfd, in alcuni casi si collegavano sino alla base del temporale

Il mesociclone attraversa la strada con probabile circolazione al suolo

Rapidissimo ed effimero touchdown

Nuova circolazione tornadica

Qui il tornado appare abbastanza evidente

A Lincoln, ormai la supercella sta perdendo il potenziale tornadico ma assume un minimo di struttura

Breve funnel cloud

Fulmini serali lungo la linea, nella quale erano inserite alcune supercelle, in Kansas

Foto di William Demasi nei pressi di Pratt, KS


Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Giugno 2014 11:33
 

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Fulmini prima dell' EF5

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