LUGLIO - Supercelle e tornado, 29 Luglio 2013 PDF Stampa E-mail
Scritto da Vale   
Martedì 30 Luglio 2013 13:17

Nella giornata del 29 luglio si attende il rapido ingresso della coda di una saccatura che ha interessato nei giorni precedenti Francia, Germania e Belgio. La dinamica molto veloce, accoppiata alla stretta curvatura ed al potenziale presente sul nord Italia accumulato nei precedenti giorni di intenso caldo afoso, sono ingredienti che pongono le basi per una convezione violenta. Il wind shear risulta essere estremamente favorevole alla formazione di temporali ad asse obliquo e supercelle, nei bassi strati in particolare è presente una buona rotazione dei venti con un pieno sud-est al suolo che potrà anche permettere la genesi di isolati tornado. Grandine di medie dimensioni, forti colpi di vento saranno gli altri rischi della giornata.
La giornata di caccia inizia all'alba, quando mi ritrovo con altri amici cacciatori di temporali che arrivano da Genova: William Demasi, Jacopo Zannoni, Andrea Mastropasqua, Tiziano Puppo. Attendendoci una prima linea di temporali in arrivo da ovest, ci spostiamo a Greggio (VC) lungo la A4, in modo da avere disponibili tutte le opzioni di strada: sud, nord, est, ovest. Poco dopo le 7 i primi temporali si addossano lungo le Alpi ed in breve si forma una linea che appare essere subito piuttosto intensa per via dei fulmini rilevati in essa.
Nell'attesa che scenda verso la pianura, notiamo come sia presente un vento da sud-est piuttosto sostenuto, cosa rara da osservare nelle nostre pianure. Al sopraggiungere dei primi rovesci ci muoviamo verso est. I temporali però non presentano alcuna struttura, speriamo quindi che nel loro percorso riescano ad organizzarsi meglio e a produrre magari una shelf sul bordo avanzante. Quando siamo all'altezza di Novara, iniziamo ad osservare piccoli detriti volare, alberi piegati dal vento e anche la nostra auto viene scossa. I rovesci di pioggia vengono agitati intorno a noi e descrivono anelli in rotazione orizzontale. Ci troviamo dentro un downburst e ne usciamo solo all'altezza di Turbigo, dove alcuni alberi sono stati spezzati e sradicati e si sono riversati in carreggiata. Le celle rigenerano anche di fronte a noi, ma continuiamo a non notare alcuna particolare struttura. Arriviamo sino a Bergamo dove ci fermiamo in attesa di nuovi eventi. Nel primo pomeriggio ci portiamo di nuovo verso ovest, quando dei primi cumulonembi iniziano a svilupparsi nell'alto novarese. Per intercettarli arriviamo a Busto Arsizio (VA), dove scorgiamo un lowering pronunciato alla base del temporale che però perde di intensità in questi istanti. Nuovi cumuli stanno però crescendo quasi sulla nostra verticale ed aspettiamo quindi di vedere quali saranno i loro sviluppi. Abbiamo una base immediatamente a sud-est e ne osserviamo la rapida organizzazione: il tempo di poche foto e la rotazione è già evidente e sopra le nostre teste è già presente un mesociclone ben formato. Partiamo per riposizionarci a nord-est della struttura, ma è più facile a dirsi che a farsi: attraversare Busto Arsizio e muoversi poi nelle zone altamente urbanizzate e a tratti collinari del varesotto, non si sposa molto bene con la necessità di essere rapidi in queste fasi di caccia. Ci troviamo così quasi sempre sotto il mesociclone o a sud dello stesso, posizione non ottimale ma che ci consente comunque di osservare la straordinaria evoluzione di una supercella che non ha nulla da invidiare a quelle americane. Quando siamo tra Gorla Minore e Cislago osserviamo un qualcosa di incredibile: la supercella ha raggiunto un livello di organizzazione difficilmente visibile dalle nostre parti e stentiamo davvero a credere ai nostri occhi. Ci troviamo sul lato sud del meso e di fronte a noi abbiamo una perfetta clear slot da manuale, l'RFD perfettamente visibile ed una minacciosa wall cloud dalla quale si protende verso il suolo un enorme cono. Gli alberi coprono l'orizzonte e la visuale non è mai tale da consentirci di individuare un eventuale touchdown tornadico. Quando siamo vicino Cislago, il cono si protende sempre di più per poi venire avvolto dalla pioggia e dissolversi. Grazie ad un successivo video su youreporter abbiamo modo di constatare di aver effettivamente osservato un tornado! QUI si può vedere il video ed anche se manca l'ultima condensazione, un cono così proteso verso il suolo non può non aver generato circolazione e l'assenza di detriti visibili è dovuta al fatto che la circolazione al suolo è durata troppo poco. Questa foto infine toglie ogni dubbio: FOTO.
Il meso dopo l'occlusione si indebolisce ed immediatamente a sud è in formazione un'altra supercella. Cerchiamo un punto con un minimo di visuale ed osserviamo la nuova supercella HP ben formata. Dobbiamo presto sfuggire al suo intenso carico di precipitazioni verdognole, sintomo di grandine, ma la pessima viabilità non ci permette di essere sufficientemente rapidi. I rovesci ci investono, con visibilità quasi azzerata e grandine di piccole dimensioni. A questo punto visto che anche questa supercella punta verso nord spingendosi in zone ancora più improbe, decidiamo di abbandonare questa zona e di muoverci in pianura dove altre supercelle sono in azione. Puntiamo quella nei pressi di Bergamo che appare essere estremamente intensa.
Riusciamo ad avvicinarci molto velocemente, ma a poche uscite da Bergamo l'autostrada è completamente bloccata dalle auto incolonnate. Campeggia questo avviso "code per grandine fino a Seriate". Capiamo che la nostra caccia a questa supercella si conclude qui.
Pochi istanti dopo ci segnalano un tornado a Trezzo, ad una manciata di km dalla nostra posizione. Non potremo mai sapere se l'avremmo visto, ma le probabilità sono alte ed il motivo per cui è stato perso è una "coda per grandine". Il fatto di inchiodare lungo una strada a veloce scorrimento quando piove o grandina è una cosa che non concepirò mai, che è tipica del nostro paese e che non ho mai visto fare negli Stati Uniti che avrebbero ben più ragione di noi di fermarsi in certi temporali. Il gesto di fermarsi in mezzo alla strada oltre che inutile al fine di "salvare l'auto" è anche molto pericoloso per se stessi e per tutti gli altri che si trovano a percorrere la strada. Non stiamo parlando di rallentare o accostare a bordo strada in condizioni di visibilità zero o con grandine rovinosa che sarebbe una cosa più che normale, stiamo parlando di fermarsi dove capita, bloccando tutto solo per pioggia moderata. Grandine in grado di provocare danni non era presente lungo la A4 in quel punto, perchè grandine di queste dimensioni non si volatilizza in 5 minuti ed avremmo visto mucchi di chicchi di grandine a bordo strada, cosa che non era presente sino all'uscita di Seriate. Questo genere di cose succedono per diversi motivi su cui preferisco soprassedere, ma per uno in particolare che è inutile negare: la cultura meteo da noi è totalmente assente e questo porta le persone a non avere percezione corretta degli eventi in corso e a non sapere totalmente come comportarsi perchè in preda a panico incontrollabile. A parte il fatto che non c'era grandine in grado di creare danni, ma ipotizzando ci fosse credo che una delle cose più insensate da fare sia inchiodare lungo la carreggiata. Il fatto di essere fermi preserva la carrozzeria? Non si sta parlando di visibilità zero, non facciamo confusione. Se sta grandinando lo sta facendo in una ristretta area, perchè se si avesse idea di come funziona un cumulonembo si saprebbe anche che se grandina in un determinato punto, non grandina magari anche a solo 1km di distanza. Purtroppo invece alcuni pensano che se grandina qui allora grandina in un'area vasta quanto l'intera regione Lombardia o quantomeno in tutto il temporale. NO, la grandine è presente in uno stretto corridoio, quindi la cosa migliore da fare a meno di condizioni davvero improbe e di punti SICURI e non di intralcio in cui fermarsi, la cosa migliore da fare è proseguire, perchè è probabile che poco più avanti smetta. L'ignoranza, nel senso di ignorare concetti base di meteorologia perchè mai insegnati e quindi mai appresi, purtroppo ha queste conseguenze.
Ad ogni modo, dopo aver appreso la notizia del tornado ed essersi ritrovati incolonnati a caso in mezzo a pioggia con visibilità buona che avrebbe dovuto comportare un semplice rallentamento anzichè un blocco totale, tentiamo di portarci dinnanzi al temporale che nel frattempo si sta allontanando a nord-est. Nuovi temporali sono comunque presenti e puntiamo a portarci di fronte ad essi.
Quando finalmente dopo una estenuante mezzora fermi a caso riusciamo ad andare di fronte si viene a delineare una shelf cloud che ingloba anche la base di un vecchio mesociclone di un temporale che sta venendo assorbito dalla linea in formazione. Siamo ormai alle porte di Verona e dopo 12 ore no stop di caccia, deponiamo le armi e lasciamo proseguire i temporali verso est.

Immancabili le segnalazioni di migliaia di trombe d'aria nel nord Italia, notizie che finiscono per arrivare anche oltreoceano e per diffondere dati scorretti in tutto il mondo. L'80% degli eventi che hanno causato danni il 29 luglio sono rapportabili a downburst. I tornado comprovati sono stati 2: quello nelle zone di Trezzo D'Adda (BG) ed il nostro. Ce n'è un terzo in forse nel Monferrato. Circolavano foto di un tornado a Torino, peccato la foto fosse del 2007, mi domando quale emozione debba pervadere gli individui nel prendere foto a caso e piazzarci sopra date differenti pur di avere quei 5 minuti di notorietà, soprattutto quando poi vengono controbilanciati da una sonora figura di cioccolato. Ci sono altri 2-3 possibili tornado, in cui il/i funnel sono stati talmente pronunciati da poter aver toccato il suolo per qualche istante, ma in cui purtroppo non sono possibili verifiche a riguardo.

La base inizia a ruotare e si viene a delineare il mesociclone, Busto Arsizio (VA)

Uno scatto di William che dal sedile anteriore aveva visuale perfetta: clear slot con la wall cloud ed il tornado in formazione. Copyright William Demasi

Il tornado

In queste prime 2 immagini ho volutamente contrastato maggiormente il tornado

Prima che venga avvolto dalla pioggia rimane solo un funnel in dissolvimento

La 2° supercella HP

Ad ovest di Verona, un vecchio mesociclone sta venendo inglobato in una shelf cloud

La shelf cloud


Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Agosto 2013 19:13
 

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