AGOSTO - Supercella tra Santhià e nord milanese, 6 Agosto 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Vale   
Martedì 07 Agosto 2012 13:24

Per il pomeriggio del 6 Agosto si profila una situazione potenzialmente molto pericolosa già da alcuni giorni prima. Tutti i modelli sembrano concordi sulla possibilità di sviluppo di temporali supercellulari e sussiste la seria ipotesi di un tornado nelle zone delle medio-alte pianure del NW. I valori di shear sono abbastanza impressionanti ed è incredibile il getto a 300hPa che sulla carta è previsto intorno quasi ai 90 nodi.
Ciò vuol dire sicuramente che i temporali si muoveranno ad una velocità impressionante, rendendo l'inseguimento estremamente faticoso.
La giornata si apre con un cielo parzialmente nuvoloso e dopo aver controllato gli ultimi aggiornamenti che vedono i temporali formarsi a metà pomeriggio sull'ovest Piemonte, decidiamo di incontrarci a VC ovest alle 14.
Come sempre in queste situazioni i cacciatori sul campo sono molti e al nostro ritrovo siamo io, Alessandro Piazza, Andrea Tritto, Alessandro Tarable, Mauro Greco, Lorenzo Catania ed altri suoi 2 amici.
Attendiamo anche l'arrivo di Dean Gill e Marko Korosec che, vista l'eccezionale situazione odierna, verrà sin qui dalla Slovenia.
Entrambi però non riusciranno ad arrivare al ritrovo, perchè i temporali partiranno prima e così cacceranno separatamente.
Dopo le 15 infatti improvvisamente il radar si accende verso Santhià, dal nulla assoluto ad una "macchia" rossa di riflettività nell'arco di 1 solo scatto.
Aspettiamo l'immagine successiva per valutare al meglio in che direzione muoverci, quando nel frattempo mi chiama Dean che venendo dalla Svizzera si è ritrovato la cella direttamente sul suo percorso. Mi comunica che è già presente una wall cloud e così ci mettiamo in marcia senza ripensamenti.
Il temporale si muove a est-nord/est e ci spostiamo verso Crescentino. Qui intercettiamo il temporale che è ad ovest ancora della nostra posizione: nessuna struttura, solo una base molto bassa e turbolenta. Si avvicina molto velocemente e nella zona dell'rfd diversi fractus e brandelli di nube entrano in rotazione, generando dei "finti" funnels.
Ripartiamo verso est, ma la base ci ha superato e dobbiamo correre per riportarci sotto. Inizia una rincorsa infinita, il temporale si muove a più di 100km/h, impossibile riportarsi sotto la wall, anche se comunque è chiaro che la cella sia dominata totalmente dall'outflow e ciò taglia drasticamente ogni possibilità tornadica. Vediamo la base da dietro che mostra sempre parecchia turbolenza; a tratti sono presenti ribassamenti molto pronunciati. Passando oltre Cameriano (NO) osserviamo una fila di pali della luce in legno abbattuti, segno che il temporale ha venti molto forti associati con il gust front o comunque con le precipitazioni.
Imbocchiamo la A4 a Novara est e finalmente ad Arluno (MI) ci riportiamo vicinissimi alla wall cloud. Il temporale con la sua base ha sorpassato la A4 e sta andando verso NE. A questo punto dobbiamo decidere se proseguire verso est per tentare di stargli comunque vicini, oppure muoverci verso ovest per intercettare i nuovi temporali nati in Piemonte. Parecchia indecisione sulla scelta da fare, ma dopo vari tentennamenti vediamo che ad ovest i temporali non riescono ad organizzarsi e sembrano morire. Puntiamo perciò nuovamente est, ormai la nostra supercella è schizzata a nord-est verso la pedemontana, ma un nuovo temporale si sta sviluppando nel bergamasco. Ci avviciniamo e vediamo la wall cloud, ma restando sempre e comunque dietro il meso...è veramente impossibile portarsi davanti alle celle oggi.
Quando anche questo temporale va verso le colline a nord, torniamo indietro verso casa.
In giornate come queste dove il tornado è fattibile e le celle corrono velocissime, c'è ben poco da fotografare e quasi tutti gli scatti sono in movimento, perchè non c'è tempo da perdere. Il 95% della caccia è in auto muovendosi sempre per riportarsi in posizione giusta.

La base da Crescentino

Diversi "funnels" nei minuti successivi

La wall cloud ad Arluno (MI)

La cella su Bergamo

DANNI DEL TEMPORALE

La supercella non avrà generato un tornado, ma ha prodotto diversi danni lungo il suo percorso. I danni sono iniziati nel novarese, particolarmente colpite Cameri e Caltignaga. Poi nuovamente nel varesotto.
Immancabili le 10 segnalazioni standard di "tromba d'aria" immediatamente dopo l'evento, segnalazioni che posso concepire su un giornale di cronaca in cui il giornalista cerca termini che possano attirare il lettore e che possano esser facilmente "capibili"  e comprensibili; lo posso concepire solo perchè non si può pretendere che un giornalista che alla fine è una persona inesperta di eventi temporaleschi sappia definire correttamente fenomeni di cui non conosce nemmeno l'esistenza perchè nessuno glielo ha mai spiegato.

Prima di descrivere ciò che ho visto, vorrei quindi sottolineare la differenza tra tornado o tromba d'aria (che sono SINONIMI) e raffica lineare o downburst.
Il tornado è costuito da una nube innanzitutto, non è forte vento fine a se stesso. Le nubi possono condensare o meno in base alla quantità di umidità presente, perciò anche le trombe d'aria non sono esenti da questo semplice concetto. Il tornado è quindi una colonna d'aria in rotazione in discesa dal cumulonembo (la nube temporalesca) che ruota ed entra in contatto con il terreno e la condensazione del vortice può essere parziale o totale. Se non è in contatto col terreno, non si può in alcun modo parlare di tornado, ma piuttosto di funnel cloud. Se è presente solo un vortice al suolo senza ALCUN collegamento con la nube, si parlerà di semplice gustnado. Si può quindi affermare che il tornado è il "classico cono" che scende dalla base della nube (e vi resta saldamente collegato!!) con cui si ha un chiaro riscontro visivo anche se ciò non è sempre vero per varie ragioni:
1-innanzitutto non tutti i tornado hanno la forma di cono, ma è ovvio che non si può elencare la molteplicità delle forme che può assumere un tornado, perciò utilizziamo questo termine per semplificazione;
2- come scritto sopra la nube ad imbuto del tornado non per forza deve condensare sino al suolo, ma il touchdown (ovvero il fatto che abbia toccato terra) sarà comunque tradito dalla presenza di un imbuto che si protende dalla base della nuvola e dalla presenza al suolo di una nube di detriti che RUOTA;
3-il riscontro visivo è chiaro anche se non è perfettamente condensato per le ragioni sopra citate, tranne in situazioni limite. I tornado infatti si formano in una zona del temporale dove generalmente non piove o al più le precipitazioni sono molto deboli o magari possono esservi solo chicchi di grandine. In rari casi però il tornado può esser totalmente avvolto nella pioggia e quindi effettivamente oscurato alla vista. Si tratta di casi limite e comunque rimane un successivo riscontro che nel 99% toglie ogni dubbio, ovvero l'analisi della tipologia di danno.
Il downburst o raffica lineare è una violenta corrente discendente del temporale che arriva ad impattare con il suolo. Si tratta di vento, solo vento, spesso misto a gran pioggia o grandine. E' quindi associata alle correnti opposte a quelle che generano un tornado. Nel momento dell'impatto si vengono a creare raffiche con caratteristiche lineari in espansione verso la stessa direzione di spostamento del temporale.
Nei danni da downburst (preferisco sempre utilizzare il termine americano perchè sino a prova contraria nel nostro paese non c'è uno studio ufficiale su questi fenomeni, quindi il termine "raffica lineare" è una mera traduzione) si ha divergenza, nei danni da tornado convergenza.
Per capire cosa significhi faccio un esempio pratico:
-un tornado (che generalmente ha un diametro di qualche decina di mt) investe un pioppeto.
I pioppi interessati saranno solo lungo il percorso del tornado stesso, altrove saranno perfettamente integri, quindi gli alberi interessati saranno lungo uno stretto corridoio. Gli alberi che verranno abbattuti (piegandone il tronco, quasi torcendolo o spezzandolo) (ipotizziamo un tornado abbastanza forte da abbatterli e non solo da strapparne i rami superiori o torcerli) saranno disposti in direzioni differenti, ma tenderanno a puntare verso il centro ideale del tornado. Convergenza appunto. Linko questa IMMAGINE che ho messo nella pagina DIDATTICA del sito, dove è spiegato il fenomeno. Questa foto in rete rende l'idea: FOTO.
-Un downburst, che generalmente può interessare vaste zone (anche qualche km), investe un pioppeto.
I pioppi interessati non sono lungo uno stretto corridio, ma a seconda dell'estensione dei downburst, anche tutto il pioppeto può esser interessato.
I pioppi sono caduti, sradicati o talvolta anche spezzati, specie se il tronco è piccolo, verso un'UNICA direzione, grossomodo quella di spostamento del tornado. Foto in rete che descrive perfettamente: FOTO.
Un tornado si misura secondo la scala Enhanced Fujita; può avere venti dai 100km/h circa in un EF0 a oltre i 322 km/h nei tornado EF5.
In un downburst i venti posso anche superare i 200km/h in rari casi. Nella maggioranza dei casi il range è tra 80-120km/h.
Un tornado colpisce una ristretta zona, un downburst una vasta zona. In termini economici un downburst quindi può esser più devastante di un tornado proprio per questa ragione ed arrecare danni che nulla hanno da invidiare ai precedenti. Un downburst a 120km/h ha venti che rientrano nel range di un tornado EF0, ma coinvolgono una zona maggiore. Inoltre un tornado si sposta velocemente, non è fermo in loco. Le raffiche invece possono persistere per diversi minuti anche nelle stesse zone.
Nel nostro paese c'è spesso un utilizzo improprio del termine tromba d'aria e molti sono convinti che tromba d'aria= vento forte, raffica=vento debole.
No, la tromba d'aria non è semplice vento e non è corretto utlizzare i 2 termini per distinguere 2 scale di intensità. Spesso dire "non è stata una tromba d'aria, ma una raffica lineare" alle orecchie di chi ascolta suona quasi come uno sminuire il fenomeno che è accaduto e di conseguenza i danni di cui è stato vittima, proprio per questa convinzione fondata. Ma non è assolutamente così, una raffica lineare può fare danni al pari o peggio di un tornado di moderata intensità.

Immaginiamo solo che un downburst a 200 km/h avrebbe venti di un uragano categoria 3! (Attenzione che uragano è un altro fenomeno ancora e NON è sinonimo di tornado o tromba d'aria). Quindi è bene mettersi in testa che parlare di raffiche non vuol dire sminuire alcunchè, ma dare solo la corretta definizione dell'evento.


Viste le segnalazioni di danni a 2 passi da casa mia, mi sono recata sul luogo per vedere con i miei stessi occhi i danni in questione.
Ho visionato la zona da sud di Cameri sino alle porte di Caltignaga. I danni riscontrati sono i seguenti: segnali stradali piegati nella direzione di spostamento del temporale, coperture di tetti in lamiera o simili sollevate parzialmente o totalmente, tegole spostate o mosse dalla loro sede originaria, grondaie pericolanti, antenne TV piegate nella medesima direzione sopra citata, campi di granoturco con le colture piegate nella stessa direzione citata, qualche albero sradicato e caduto nella medesima direzione di cui sopra, pali della luce caduti sempre nella stessa direzione (come a Cameriano), un tir nel parcheggio della base militare tra Cameri e Bellinzago ribaltato su un lato nella stessa direzione di cui sopra (tir totalmente esposto ai venti senza alcun riparo). Nessuna convergenza dei danni in alcun punto, ma esclusiva divergenza. L'area che ho visionato si estende da nord a sud per circa 12km. Sottolineo che il temporale si spostava verso est, nord-est, così come la direzione dei danni.
Da escludere quindi l'ipotesi di una tromba d'aria o tornado che dir si voglia sulla base di questi elementi, considerando che un tornado largo 12km forse non esiste nemmeno su Giove, senza contare che i danni sono rivolti da ovest verso est e seguono perfettamente i canoni di un downburst.
Dalle descrizioni dell'evento risulta pioggia nebulizzata accompagnata da fortissime raffiche di vento, altro elemento da considerare.
Anche Busto Arsizio è stata colpita successivamente, purtroppo non ho modo di fare alcun sopralluogo quindi non posso vedere con i miei occhi, ma questo video è esemplificativo di cosa sia un downburst: VIDEO. E' perciò presumibile che appunto anche qui si tratti eslusivamente di questo fenomeno.
In queste situazioni salta sempre fuori anche l'ipotesi doppia, specie tra chi si vuol convincere di aver visto ciò che desidererebbe vedere e non ciò che ha realmente visto, ovvero che forse c'è stato ANCHE un tornado oltre al downburst.
Benissimo, ciò è sicuramente fattibile, ma servono prove tangibili a dimostrazione di ciò. Sinceramente trovo una enorme forzatura nel dover pensare che siccome 1 albero non era proprio caduto verso est ma aveva una rotazione di 2 gradi verso nord, allora forse sussiste l'ipotesi doppia....
L'ipotesi doppia sussiste se ci son danni chiaramente differenti lungo uno stretto corridoio e meglio ancora se c'è una prova visiva del tornado, come una foto o un video. Foto che finora non è saltata fuori. Il giorno che arriverà questa foto allora si potrà pensare all'ipotesi doppia e rivedere l'accaduto, ma non così su 2 piedi perchè si vuole a tutti i costi parlare di tornado.
Il novarese è stato colpito da un tornado recentemente, il 29 agosto 2003, direttamente sull'abitato di Galliate. Al di là del fatto che io abbia visto personalmente il tornado dalla finestra di casa mia (che peraltro non era perfettamente condensato), ma subito foto e video degli abitanti non sono mancate e i danni erano giustappunto lungo il sentiero del tornado che ha attraversato il paese da SW verso NE, seguendo il temporale genitore che si spostava secondo quella direzione. 
Quindi non siamo esenti da questi fenomeni, anzi nelle pianure piemontesi ogni anno quasi almeno 1 o 2 tornado di debole intensità si verificano.
A maggior ragione è bene capire le differenze tra i vari fenomeni, anche solo per sapere come proteggersi in caso di uno o dell'altro e come agire.
Liquidare dicendo "tanto è sempre vento e fa danni non mi cambia niente il termine" è un pò tanto limitante a mio parere, perchè si si pongono muri di fronte a cose che poi così difficili da distinguere non sono, si pongono barriere insormontabili verso un minimo di crescita scientifica e culturale che male mai non fa a mio modo di vedere.
Inoltre dal momento che esiste un database europeo di questo genere di eventi, è davvero un peccato che il nostro paese abbia grosse lacune in quanto a segnalazioni, perchè sarà impossibile avere valutazioni statistiche obiettive sugli eventi. Sapere quali zone vengono colpite da un certo tipo di eventi e con quale intensità e frequenza può essere utile anche ai fini di ricerca ed investimento magari per migliorare tutto ciò che è previsione e prevenzione, sempre che queste ci interessino.

Qualche foto dei danni, anche se molti stavano venendo sistemati e sgombrati.


Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Agosto 2012 12:05
 

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