GIUGNO - Supercella a Felizzano (AL), 21 Giugno 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Vale   
Giovedì 21 Giugno 2012 23:30

Nel pomeriggio parecchi cumuli si affollano sulle Alpi ad ovest del Piemonte e rimango in attesa di possibili sviluppi temporaleschi per il tardo pomeriggio e la prima serata. Dopo le 18 delle prime celle si sviluppano alle spalle di Torino e più a nord, lungo le montagne. In un primo momento sembra prendere forma una linea, ma in pochi scatti radar le celle più settentrionali si indeboliscono e quella più meridionale, appena a NW di Torino, sembra divenire sempre più intensa e piegare decisamente verso sud, sud-est. Quando vedo il temporale deviare così tanto, capisco che è il caso di mobilitarsi e di pensare di correre velocemente in auto. La situazione mi ricorda parecchio il 10 luglio 2011, quando una cella da Ivrea, piegò pesantemente verso sud,sud-est procedendo con la base dell'updraft e quindi il mesociclone, direttamente sul suo bordo avanzante. In quella situazione 10 minuti di ritardo furono fatali nell'intercettare bene l'area della wall cloud, non riuscendo mai a portarmi sufficientemente sul suo bord sud-est quantomeno.
Ecco quindi che prima di partire, non avendo poi a disposizione connessione internet durante la caccia, cerco di prendermi con calma 5 minuti ed aspettare un altro scatto radar che mi confermi i sospetti per non compiere errori. L'immagine successiva dell'animazione fuga ogni dubbio. Prendo zaino, cavalletto e parto di corsa verso Vercelli Est, come svincolo verso sud. Nel frattempo mi sento con Alessandro ed Andrea, altri 2 miei amici chasers, per avere news radar. A Vercelli Est punto dritto verso sud, ormai la cella è sulle colline del Monferrato e sicuramente dovrò scendere sino ad Alessandria almeno per potermi posizionare in un punto utile. Quando arrivo all'altezza di Casale Monferrato, inizio a vedere il bordo anteriore del temporale: lo stacco netto tra updraft e precipitazioni e le vistose bande che si infilano dentro di esso richiamate dall'inflow, mi danno la conferma che è una supercella in piena regola. Finalmente arrivo all'incrocio con la Torino-Piacenza, ormai ho la base quasi di fianco, più ad ovest. Decido così di prendere in direzione Asti, perchè il temporale sta scendendo proprio ora dalle colline e non vorrei che procedendo poi più a sud e senza le colline, iniziasse ad indebolirsi o a perdere forma. Inoltre lungo questo tratto autostradale so che ci sono diverse piazzole di sosta, mentre procedendo sulla A26 a sud, la situazione è decisamente più infelice.
Non appena imbocco questa autostrada e procedo a gran velocità verso ovest inizio a scorgere una struttura che stento a credere di stare davvero osservando, tanto che tento di mantenere una parvenza di calma, finchè riesco ad esserne davvero abbastanza vicino da poter giudicare senza l'umidità e la foschia che c'è nel mezzo. Ad un certo punto, a circa 5-6km dalla base del mesociclone inizio ad intravedere una striatura netta di dimensioni mai viste in Italia finora e via via che mi avvicino a 130 km/h, vedo finalmente il bordo sud del mesociclone, tondo e perfettamente strutturato, che ormai ha già addirittura attraversato l'autostrada. Si muove velocissima e quando ormai sono a 2km circa da lei mi fermo in una piazzola di sosta. Il bordo posteriore è ancora sulle colline con il sole che filtra da dietro la pioggia colorando i rovesci di arancione. Davanti a me c'è una perfetta astronave aliena che attraversa l'autostrada. I fulmini sono soprattutto nube-suolo, anche se non tantissimi, ma probabilmente moltissimi dovevano essere dentro l'updraft che era ben visibile da pieno sud. Nel suo attraversare la strada si muove anche leggermente verso di me e dopo poco ce l'ho sulla testa. E' il caso di muoversi anche perchè stanno per arrivare le precipitazioni e non vorrei vi fosse grandine troppo grossa tale da rifarmi l'auto come nuova. Riparto per uscire a Felizzano, una manciata di Km più ad ovest, con l'idea di rientrare subito nel senso opposto e riportarmi a sud della cella tramite la A26. Poco dopo esser rientrata in auto ecco la pioggia come previsto. Per fortuna niente grandine, forse solo qualche piccolo chicco in mezzo all'acqua. Le raffiche di vento sono così forti che l'autostrada si riempie in poco tempo di foglie e pezzi di rametti svolazzanti, tutti gli alberi si piegano pesantemente e la mia auto che ha le dimensioni di una scatoletta di sardine tende a prendere il volo verso il Ligure. Mentre esco a Felizzano ho modo di osservare ciò che sta accadendo sotto il bordo avanzante del meso: grossi polveroni si alzano all'orizzonte sospinti dalle forti raffiche di vento, una cosa che è facile da vedere negli USA ma che qui non ho quasi mai visto. Rientro in senso opposto in autostrada e poco dopo sono di nuovo fuori dalla pioggia essendo riuscita a mantenermi sempre sul bordo. Prendo la A26 direzione sud e mi sembra di vedere che il meso stia perdendo la struttura iniziale, forse tutto sta per essere dominato dall'outflow. Esco così subito ad Alessandria sud anche perchè in ogni caso, il temporale sta passando ad est anche della A26, quindi comunque sia ora bisognerebbe muoversi per statali. Vedendo però la supercella perdere struttura decido di tornare indietro, non conosco per nulla le strade di queste zone e forse ormai non ne vale più così la pena come prima. Tornando indietro mi fermo a Casale ad ammirare lo spettacolo dei mammatus sul bordo posteriore del temporale.

Da segnalare come le potenti raffiche di downburst del temporale abbiano causato a Torino 5 feriti dal crollo del controsoffitto di una sala dell'ospedale Molinette e dalla rottura della vetrata di una chiesa. Decine gli alberi abbattuti e per via della grandine, di anche 5-6 cm di diamentro, parecchie auto hanno subito danni alla carrozzeria, così come significativi sono i danni ai raccolti e ai campi.
Una stazione Arpa di Asti ha registrato una raffica massima di 104 km/h.

Queste prime foto sono state scattate dall'autostrada solo per documentare. Gli scatti sono stati fatti più o meno all'altezza di Casale; ho virato in bianco e nero e contrastato molto, volutamente per estrapolare il più possibile la forma della supercella. Ad occhio nudo si riusciva a malapena ad intravedere la struttura per via della grande foschia; per questo motivo e perchè la cella era molto veloce, ho preferito scattare al volo senza fermarmi a perdere tempo.

Qui avevo da poco imboccato l'autostrada Torino-Piacenza in direzione Asti. Idem come sopra, dal vivo la forma era appena visibile e nascosta dall'afa; purtroppo solo con il successivo contrasto appare quella che era l'impressionante forma del mesociclone che avevo davanti

Quando sono a circa 2km dalla base, improvvisamente riesco a vedere bene la supercella. Mi fermo per solo 10-15 minuti e il mesociclone supera l'autostrada


2 panoramiche



Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Giugno 2012 21:11
 

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