GIUGNO - Incredibile supercella tra Crescentino e Trino (VC), 11 Giugno 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Vale   
Lunedì 11 Giugno 2012 23:35

Nel pomeriggio, dopo aver visto rapidamente alcuni aggiornamenti, decido di uscire e mi ritrovo a Vercelli est verso le ore 16 con altri 2 miei amici cacciatori, Alessandro Piazza ed Andrea Tritto. Poco dopo inizia a delinearsi una linea di cumuli, ci spostiamo perciò leggermente verso sud e nel giro di circa 1 ora si sviluppa un cumulonembo di fronte a noi. Lo intercettiamo nei pressi di Asigliano: i downdraft sono molto potenti e probabilmente dove ha colpito deve esserci stato qualche danno da downburst, si nota inoltre un rovescio grandinigeno molto concetrato ed un lowering adiacente alle precipitazioni stesse. Lo seguiamo per un pò fino a che nuove celle si formano più ad ovest e questo temporale si sposta oltre la A26 in una zona un pò povera di strade a veloce percorrenza. Ci muoviamo perciò verso una nuova cella che all'inizio presenta un vigoroso updraft. Quando ci avviciniamo osserviamo come anche questa ha una separazione piuttosto netta tra le precipitazioni e la base. Purtroppo la struttura si mantiene per molto poco, così ci spostiamo di nuovo più a nord dove possiamo osservare ancora il vecchio temporale che conserva un updraft abbastanza potente. Ormai sono diversi i temporali e i rovesci che si sono sviluppati, ma uno attira la nostra attenzione: il cumulonembo è ancora molto piccolo ed il rovescio molto stretto e concentrato, ma a differenza degli altri temporali della giornata, sembra aver raggiunto quote maggiori in altezza ed ha in'incudine molto stirata sottovento con dei mammatus al di sotto. Ci muoviamo quindi per portarci sotto la sua base, percorrendo la strada che porta a Crescentino. Quando siamo in buona posizione, il rovescio è veramente molto stretto così come la base, ma sono nettamente separati che è un ottimo segno. Ad un certo punto la base si ingrandisce e si separa ancora di più ed i tuoni si fanno sempre più frequenti e sordi, con fulmini soprattutto tra le precipitazioni e l'updraft. Sono tutti classici elementi che di solito presagiscono l'inizio di caratteristiche supercellulari. Nel giro infatti di 10 minuti, si formano dei fractus che salgono verso la base ed in breve si uniscono saldamente ad essa formando un lowering circolare. Via via col passare dei minuti, sono evidenti delle striature che denotano la formazione di un mesociclone. Ormai ci è quasi sopra la testa, siamo perciò costretti a spostarci un pò per avere visuale migliore. Quando ci rifermiamo ci sembra di osservare una supercella stile Plains americane in miniatura, oltretutto con i colori del tramonto che la illuminano. Quando si riavvicina ci rispostiamo nuovamente e la fotografiamo poi da un nuovo punto, vicino Trino. Dopo circa 30 minuti ha perso i connotati che aveva prima e ci spostiamo per tentare di fotografare altri fulmini da nuovi temporali. Purtroppo numerose nubi basse impediscono di avere buona visuale sugli updraft. Abbiamo notizie di una supercella a Chieri e così tentiamo di attenderla più in pianura, ma per la stessa ragione di prima vediamo solo bagliori, ma nulla più. Anche quella si rivelerà essere una supercella spettacolare grazie alle foto di un altro cacciatore che era sul posto.

Il primo temporale

2° temporale

La giovane base della futura supercella

Infine, per onor della cronoca, uno scatto della bellissima supercella di Chieri. Foto di Alessandro Tarable.


Ultimo aggiornamento Domenica 12 Agosto 2012 23:22
 

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